home

Leggi gli aggiornamenti in home page

17/06/2004

S.S.S. ovvero: Strani Sport questi Svizzeri

di Enrico Bianda, alle 00:19

un valente milite dell'esercito svizzero Potrebbe cominciare in questo modo: batt.fuc.mont.62.
Vale a dire battaglione fucilieri di montagna 62.
O qualcosa del genere, non me lo ricordo pi√Ļ.
Fatto sta che quella è stata la mia prima esperienza con una cognizione dello sport che si avvicina molto a quella del dolore. La disciplina sportiva declinata con la rudezza delle montagne e con un gustoso e assai diffuso senso della precarietà. E forse, perché no, del sadismo.
Occorrerebbe provare a ricostruire una genealogia dello sport come dimensione della socializzazione, dove la pratica agonistica è vissuta Рe promossa Рcome pratica atavica trascendentale e come rito di passaggio in senso antropologico. O ci riesci e sei uomo, o muori.

Tra le discipline diffuse presso le scuole reclute dei fucilieri di montagna, troviamo almeno due specialità assai gustose: la calata dalle dighe detta alla vallesana, e la spinta modello ariete romano per raggiungere i piani superiori di un edificio.
Ma andiamo con ordine.

La calata o discesa alla vallesana consta di due momenti emotivamente poco sostenibili.
In primo luogo la vestizione del milite in bilico sul bordo di una diga di medie dimensione ai margini delle nevi perenni. Da una parte acqua gelida, dall’altra il vuoto per una cinquantina di metri minimo. Imbracatura, funi, cime, mosconi. Materiale all’epoca vetusto, probabilmente proveniente da depositi della prima guerra di indipendenza del Canton Obwaldo, credo intorno al 1638, detta anche la guerra delle funi lunghe. Odore penetrante di canapa antica (che non si fuma) e di cuoio ingrassato (quello degli scarponi).
Secondo momento emotivo, la discesa, o il lancio del milite suo malgrado, che tra le lacrime e il terrore rimette l’anima mentre scende, faccia rivolta verso il basso, incastrato tra due funi che costituiscono un abbozzo di ascensore. Si suppone che con grande dimestichezza il giovane sventurato possa correre perpendicolarmente alla parete della diga come in una sequenza di Matrix, per non perdere lo slancio che potrebbe causare un arresto improvviso della discesa, e l’imbarazzo generale.

La spinta modello ariete serve invece per issare il milite ai secondi o terzi piani di edifici occupati da eserciti nemici.
Riprendendo un’idea forte di Archimede Pitagorico, si riuniscono una quindicina di ragazzi attorno ad un palo lungo una decina di metri. In testa alla colonna si posiziona il milite prescelto per la salita, stringe forte la sommit√† del lungo palo, dietro di lui tutti gli altri che sorreggono l’oggetto in posizione orizzontale formando un’ordinata colonna. L’esercitazione parte puntando decisamente l’edificio, si corre mantenendo il palo orizzontale, giunti in prossimit√† del muro esterno della casupola, il milite in testa alla colonna deve avere la freddezza di poggiare in corsa una gamba sulla parete e lasciarsi sospingere verso l’alto dalla propulsione data dalla corsa forsennata della colonna. Torna l’immagine Matrix con il giovane disperato che sgambetta disordinatamente in verticale aggrappato al palo che da sotto altri quattordici disperati spingono cercando di centrare la finestra posta al terzo piano. Se tutto va bene il milite riesce ad essere proiettato dentro la finestra, se va male resta in equilibrio a circa sette metri da terra sperando che gli altri sotto reggano la situazione e lo facciano ridiscendere dolcemente.

Ecco, questi sono solo due esempi, tratti da una qualsiasi giornata di lavoro del soldato che presta servizio nei ranghi del batt.fuc.mont.62.
Da qui, credo, si potranno capire le espressioni dell’agonismo alpino fuori dagli ambienti militari, il curling, l’hornuss, ed il lancio dei formaggi.

(continua…)


  • S.S.S. ovvero: Strani Sport questi Svizzeri (II)
  • H, blog a domino (o a staffetta)
  • Bozze di sceneggiature al femminile
  • Sportivamente parlando

  • 8 Commenti al post “S.S.S. ovvero: Strani Sport questi Svizzeri”

    1. carnefresca
      giugno 17th, 2004 14:00
      1

      non ce la faccio pi√Ļ dalle risate:-DDD come faccio ad ottenere la cittadinanza del canton Obwaldo?

    2. enrico
      giugno 17th, 2004 16:46
      2

      esame di naturalizzazione svizzero lungo e penoso, complesso… c’√® pure l’alzabandiera in giardino come disciplina obligatoria…
      oppure sposare uno svizzero, e se resisti tre anni, diventi rossocrociata (lo dicono degli atleti, percui resto in tema!)

    3. carnefresca
      giugno 17th, 2004 17:15
      3

      sono pronta al sacrificio e a scaricarmi l’mp3 dell’inno del canton Obwaldo, sento che il lancio dei formaggi fa per me: l’alzabandiera in giardino a che ora comincia?

    4. gabryella
      giugno 17th, 2004 18:00
      4

      enrico, m’immagino che in caso di assalto a postazione nemica, l’avversario alla fine ceda per sfinimento (dovuto a squassamento da risate)

    5. enrico
      giugno 18th, 2004 09:14
      5

      la questione Рche sarà al centro della prossima puntata di S.S.S. Рè che lo svizzero sportivo è, per forza, entrambe le cose: svizzero e sportivo.
      Quando lascia la caserma e le alpi dove per 5 mesi si √® esercitato come fosse un achille al profumo di mirtillo selvatico, resta pur sempre sportivo e svizzero, innervando le sue attivit√† di queste due caratteristiche: alzabandiera ore 0630, prima strofa inno ore 0640 “quando bionda auroraaaa….”, ecc ecc

    6. tt
      giugno 18th, 2004 13:09
      6

      mitici ricordi mi risvegli.

    7. carnefresca
      giugno 18th, 2004 13:27
      7

      √® che sono uno spirito contemplativo circondato da un’aura di papaya afghana ma se posso stare in giardino ferma, anche per cinque mesi di seguito, e svegliarmi dalla contemplazione profonda alle 6 e 40 per mormorare “quando bionda auroraaaaaaetc” (ma bionda nel senso di birra, vero?) aspergendo il soldato achille di selvatico mirtillo, allora la cosa si pu√≤ fare.
      naturalmente, non è necessario, vero?, che alle 6 e 30 ci arrivi dopo aver dormito.
      perchè la mia religione mi impone di contemplare dalla mezzanotte in poi e, quindi, di addormentarmi esattamente alle 6 e 59.
      chiaro che, mentre dormo, posso sognare tranquillamente di issarmi per una pertica e percorrere la lunghezza della diga camminando con le mani.
      mi sento abile, rossocrociabile e arruolabile: necessito testo dell’inno e almeno un midi, se non l’mp3:-)

    8. reginadelsole
      giugno 18th, 2004 16:12
      8

      Ma √® stato dopo il 1638 che la canapa fumata √® diventata una droga, migliore dell’oppio, un farmaco tipico dello svizzero corpo militare svizzero, di quello che rimane, che non √® finito dilagato nelle dighe o annientato dal furente ariete giallorosso che prodiga un po’ troppi umori in quel del Portogallo?

    Lascia un commento