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11/06/2004

Porto Marghera, la fabbrica organica

di Enrico Bianda, alle 10:24

Porto Marghera, petrolchimico, 2003, foto di e.b.
Porto Marghera, petrolchimico, 2003, foto di e.b. - clicca per vederla pi√Ļ grandePorto Marghera va vista dal mare. In barca, tra i canali che si insinuano tra le fabbriche, tra i tubi, tra i padiglioni.
E’ una fabbrica lucente, organica, nei movimenti, nella prospettiva; una scenografia di Giger, uno sfondo alla B√∂ckiln. La luce acceca, pare un paesaggio naturale invece che uno sfregio alla comunit√†. Il segno di un collasso, che rester√† per sempre nella memoria di chi ha vissuto – e soprattutto lavorato – in questa citt√†.
Il petrolchimico di Porto Marghera √® la storia di un doppio tradimento, la sintesi di tutto quello che ha potuto significare la storia travagliata del rapporto tra sogno industriale e societ√† italiana: un tradimento al desiderio, al miraggio del processo di modernizzazione e industrializzazione di un paese, e il tradimento alla comunit√†, rimasta senza un tessuto produttivo capace di reggere la trasformazione, ma lasciata soprattutto con l’eredit√† tumorale del cloruro di vinile monomero.

Guardo il petrolchimico da una barca a motore, sono con Mario Parissenti e Armando Barbaro, due ex operai della fabbrica. Mi raccontano del lavoro, dei rischi che hanno corso nella loro vita e dell’incredulit√† nell’esserne usciti indenni. La vita della fabbrica, anche dentro la Montedison, era segnata dalla monotonia del lavoro, dal pericolo e dall’alienazione dei gesti ripetuti a contatto con i veleni, le frasi ripetute, le precauzioni insufficienti.
Gli operai in gran parte vivevano nei pressi della fabbrica, stretti tra la tangenziale, una delle pi√Ļ trafficate d’Italia e il gigante di acciaio. La dismissione per√≤ non si √® portata con se le tracce del petrolchimico. La storia la conosciamo: un processo finito con un’assoluzione ha chiuso in modo lacerante un’epoca di menzogne e di decessi. Adesso che il petrolchimico si sta spegnendo diminuiscono i veleni, le ciminiere sputano sempre meno fumo tossico nel cielo, i tramonti non sono pi√Ļ virati in verde o in giallo. Si misura la rabbia nelle parole e negli sguardi che accompagnano la fine del nostro viaggio. La fabbrica √® alle spalle, e scopro che al suo posto presto sorger√† un grande, immenso parco naturale.
Mi √® rimasta, tra i ricordi, questa poesia di Ferruccio Brugnaro, poeta operaio incontrato a Mestre, si intitola “Tutti assolti al processo per le morti al petrolchimico”, √® un’invocazione civile.
La riporto qui sotto.

Tutti assolti al processo per le morti al petrolchimico

Lavoravamo tra micidiali veleni
Sostanze terribili
Cancerogene
Non affermate ora
Furfanti
Ladri di vite
Che non c’era alcuna certezza
Che non c’erano legislazioni
Non dite, non dite che non sapevate.
Avete ammazzato e ammazzate ancora
Tranquilli indisturbati
Tanto il fatto non sussiste
I miei compagni morti non sono mai esistiti
Sono svaniti nel nulla
I miei compagni operai
Morti
Non possono tollerare
Questa vergogna
Non possiamo sopportare questo insulto
Nessun padrone nessun tribunale
Potrà mai recingerci
Di un così grande
Infame silenzio

(Ferruccio Brugnaro)


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  • 10 Commenti al post “Porto Marghera, la fabbrica organica”

    1. unoenessuno
      aprile 29th, 2007 09:38
      1

      . Da una parte il ricatto del lavoro, dall’altra la salute dei cittadini. E allora chiediamoci: chi sono i terroristi oggi? Sono chi uccide i lavoratori con l’amianto. Chi ha ucciso i lavoratori di Marghera. Gli operai a Sesto della Breda. I militari morti per uranio impoverito. Eroi usa e getta. I nuovi terroristi oggi vestono in giacca e cravatta.

    2. Antonella Beccaria√Ę‚ā¨‚ĄĘs blog
      maggio 5th, 2007 09:16
      2

      Porto Marghera, la legge non √ɬ® uguale per tutti, scritto e disegnato da Claudio Calia (qui alcune tavole). Inquadrato in un percorso che l√Ę‚ā¨‚ĄĘautore percorre da tempo, quello del graphic journalism, racconta i fatti della fabbrica organica consumatisi a due passi da Venezia. La prefazione √ɬ® a cura Gianfranco Bettin che scrive del libro: Certe tavole di Calia √ɬ® come se a disegnarle fosse stato il gatto nero [√Ę‚ā¨¬¶]: dev√Ę‚ā¨‚ĄĘessere uscito di casa e deve aver preso quelle tag dalle strade e

    3. g
      giugno 12th, 2004 03:21
      3

      ww

    4. polenta
      giugno 12th, 2004 10:53
      4

      Faccio fatica a commentare questo post, una fatica emotiva, perch√© sono nato ad un tiro di schioppo da quella enorme camera a gas a cielo aperto, perch√© alcuni di quelli che sono morti erano i padri dei miei compagni di scuola, perch√© due metri sopra i fanghi velenosi, mai rimossi, adesso c’√® un parco giochi pieno di bambini e di animali.

    5. Mario David Parissenti
      febbraio 7th, 2005 01:45
      5

      ok!!!

    6. Mario David Parissenti
      febbraio 7th, 2005 01:46
      6

      ok!!!!

    7. alberto chinellato
      giugno 12th, 2005 18:20
      7

      porto marghera e le sue fabbriche in abbandono creano un’ atmosfera indescrivibile

    8. Alice
      giugno 26th, 2006 15:31
      8

      Buongiorno io vorrei riuscire ad avere un contatto con gli uffici del petrolchimico di marghera voi potete aiutarmi?devo fare urgentemente un video sul petrolchimico che poi verrà esposto al museo di Lubiana se potete darmi una mano ne sarei grata.Comunque il video che voglio realizzare sarà una indagine su cose oscure e illegali del petrolchimico e far conoscere anche fuori di qui ciò che succede..

    9. nuvoleonline
      agosto 18th, 2006 11:09
      9

      Ciao, sto facendo un reportage giornalistico a fumetti sul Petrolchimico, per le edizioni Becco Giallo (www.beccogiallo.it). Cerco materiale visivo per i disegni, qualcuno che passa di quà può aiutarmi?

      Intanto grazie, la mia mail la trovate nel sito linkato alla mia firma.

      Ciao
      claudio calia

    10. CESCO
      dicembre 17th, 2007 16:20
      10

      LAVORAVO CON BRUGNARO FERRUCCIO STESSO IMPIANTO
      HO CHIESTO AKL MEDICODI FABBRICA SE LA DIMETILFORMAMMIDE CHE ADOPERAVAMO ERA TOSSICA
      MI HA RSPOSTO CHE NEL SUO PRONTUARIO NON ESISTEVA COME PRODOTTO TOSSICO MA NON DICEVAVA CHE ERA AGGIORNATO A 10 ANNI PRIMA

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