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03/06/2004

Una volta l’ho visto, un linciaggio

di Webgol, alle 00:02

landsdale.jpgSempre riguardo all’in-vedibile delle torture, e all’incredibile mostra/libro fotografico sui linciaggi degli inizi del secolo in alcuni stati americani, Without Sanctuary (da vedere, anche se con le dita davanti agli occhi).
Luca Conti, traduttore di Lansdale, Crumley e Leonard per Einaudi, di Write Morris per Giano, nonchè apprezzato critico musicale di Musica Jazz, anch’egli amico e lettore di questo modesto blogghino, ci invia, bontà sua, un pezzettino sul tema tratto da La sottile linea scura, l’ultimo romanzo di Lansdale del quale ha curato la traduzione. Il pezzo è meraviglioso, e cortocircuita in modo commovente con il materiale fotografico di cui sopra. Buona lettura. as


Da Joe R. Lansdale, La sottile linea scura (A Thin Red Line, 2003), Einaudi, Torino. Traduzione di Luca Conti.

«
– Una volta l’ho visto, un linciaggio.
– Davvero?
– Uh huh. Giù a Nacogdoches. Il millenovecentodue, era. Un negro di nome Jim Buchannon. L’avevano beccato per l’assassinio di un tale e di sua moglie, mi sembra. Gli aveva rubato un fucile, a quelli, sosteneva l’accusa. E infatti lui il fucile ce l’aveva, ma diceva che l’aveva avuto da un bianco in cambio di non so più cosa. Ci sta che fosse pure vero. Oppure li aveva ammazzati proprio lui, quelli. Che ne so. Io stavo solo passando da quelle parti, andavo a trovare un mio cugino, e mi sono ritrovato a Nacogdoches proprio il giorno dell’impiccagione. Era ottobre, una bella giornata fresca. Pare che un processo ci fosse stato, ma secondo lo sceriffo, John Spradley, non era stato abbastanza equo, e quindi lui aveva fatto il possibile per salvare quel tale dalla forca. L’aveva tenuto nascosto nei vagoni del treno, in posti del genere, continuava a spostarlo da un luogo all’altro. Ma alla fine l’avevano beccato, e gli avevano detto che poteva scegliere se farsi impiccare subito o più tardi, decidesse lui. E quello scelse di farsi impiccare. Io ero in fondo, dietro tutta la folla. Avevano montato una sorta di treppiede di legno, e poi avevano fatto salire Buchannon su una cassa e gliel’avevano fatta volare via da sotto i piedi, e lui si era strozzato a morte. Piano piano. Quel giorno mi sono ripromesso che non avrei mai più assistito di proposito a un’altra impiccagione. Sembrava di essere a un picnic, Stan. Tutti quanti, uomini e donne, bianchi perlopiù, ma c’era anche della gente di colore là dietro, proprio come me, ed eravamo tutti a vedere quel povero negro che tirava le cuoia, che dondolava coi piedi appena sollevati da terra, con quella corda che lo strangolava un po’ per volta. Non gliel’avevano neanche legata bene, e per me l’avevano fatto apposta, così lo spettacolo durava di più. Mica volevano spezzargli il collo, no, doveva crepare piano piano in quel modo orribile, tirare calci in aria con mezzo metro di lingua fuori. C’era anche uno che vendeva noccioline, gente arrivata in carrozza con tanto di donne e bambini, tutti seduti lì a fare il loro picnic. Alla fine di quello spettacolo saltai pure il pranzo, pur di tagliare la corda all’istante e cercare di tenermi alla larga dai bianchi. Va’ a saperlo, potevano non essere ancora soddisfatti, e volersi far secco un altro negro. E c’è una morale in questa storia, Stan. Lo sai qual è?
- Mai saltare alle conclusioni?
- Proprio quella.
»

(Joe R. Lansdale – La sottile linea scura)


  • L’in-vedibile delle torture
  • Un killeraggio vero, anzi “Verissimo”
  • Stranezze
  • Gioco dell’oca papalina

  • 6 Commenti al post “Una volta l’ho visto, un linciaggio”

    1. Effe
      giugno 3rd, 2004 10:48
      1

      La normalità del terribile

    2. carnefresca
      giugno 3rd, 2004 11:23
      2

      dio mio.

    3. carnefresca
      giugno 3rd, 2004 11:24
      3

      dio mio.

    4. qualcuno di passaggio
      giugno 3rd, 2004 14:19
      4

      mai saltare alle conclusioni, già.
      però…

    5. reginadelsole
      giugno 3rd, 2004 16:15
      5

      Il picnic di oggi è stare a tavola, ogni giorno, a pranzo e a cena, guardando sangue di gente sgozzata, e teste mozzate al tg…niente di nuovo sul fronte occidentale, solo più mediatico…

    6. angelocesare
      giugno 4th, 2004 21:50
      6

      Il problema maggiore delle torture è chi le guarda.

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