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Post scritti nel giugno, 2004

30/06/2004

Fabrizio M.

di Mauro Gasparini, alle 11:04

Che oggi lavora come giornalista sportivo in un quotidiano locale. Storia vera.

Cross, foto di Antonio Sofi, Malta, Marzo 2004 - particolareEra maggio. Fabrizio M. aveva ventitré anni e la squadra che allenava stava per disputare (in casa) la finale di un torneo non ufficiale organizzato nell’ambito dei festeggiamenti per i sette secoli della frazione di Paù, una pieve menzionata per ben due volte in atti ufficiali della Repubblica Serenissima.
Come molti altri piccoli centri Paù si era trasformato in un quartiere dormitorio per un migliaio di persone che calcisticamente professavano fedi più elevate, cosicché solo grazie alla passione di pochi artigiani del paese si era riusciti a costituire un’associazione sportiva che si occupava esclusivamente delle giovanili: in tutto tre squadre. Gli allievi rappresentavano il punto d’arrivo di qualunque carriera calcistica a Paù, poi o si smetteva o ci si trovava una squadra altrove.
L’occasione della finale era per quasi tutti i giocatori in campo l’ultima e la più ambita: non solo per la finale, ma per la finale in casa propria davanti ad almeno un centinaio di persone; probabilmente più della somma di tutte quelle che avevano avuto come spettatori durante i sette anni della loro militanza Pauellese.

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29/06/2004

Video all’università

di Antonio Sofi, alle 22:51

[Il parco delle Cascine, Firenze – video degli studenti di “Giornalismo d’inchiesta” dell’Università di Firenze – clicca per vedere il trailer, 3 mega ca]
Il parco delle cascine, trailer video degli studenti di giornalismo d'inchiesta - clicca per vederloDa video a video.
Anche per tener traccia delle cose fatte.
Per il corso di Giornalismo d’inchiesta tenuto da Carlo Sorrentino all’intero del corso di Laurea Media e Giornalismo dell’Università di Firenze, abbiamo pensato di affiancare alle lezioni frontali un piccolo esperimento sul campo.

In collaborazione con una emittente locale toscana, Rete37 e con Anna Santucci, conduttrice di Monitor, abbiamo sguinzagliato in giro per la Toscana otto gruppi di studenti telecamera in mano, con l’obiettivo di produrre otto piccole videoinchieste su otto temi da loro scelti. E che andavano dal progetto della nuova Università di Novoli allo stadio di Empoli, dagli studenti fuori sede alla condizione degli anziani in varie città toscane, dal problema dello smaltimento rifiuti e delle antenne dei ripetitori al consiglio degli stranieri nel comune di Firenze.

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29/06/2004

Tanto rumore per nulla

di Antonio Sofi, alle 00:02

[clicca sull’immagine per vedere il video
“Tanto Rumore per Nulla” di Videodiario]

Tanto Rumore Per Nulla, di Alessandro Zamperini Se c’è una cosa che mi intriga davvero dei blog (di internet, vah) è la capacità che hanno di supportare una comunicazione multimediale e personalizzata. Mi spiego.
Uno ha qualcosa da dire? Bene.
La può scrivere, può fare una foto, può registrare dei suoni, può fare dei filmati in 3d. Lo strumento perfetto per il tritacarne cognitivo di cui più volte abbiamo scritto da queste parti. La possibilità concreta, reale, relativamente facile e economica di declinare narrativamente un’idea utilizzando più linguaggi e formati espressivi. Senza intermediazioni, con tutto nelle mani di una sola persona. Mica poco, converrete. Tutte le possibilità suddette abbiamo provato a sperimentarle nel corso dei mesi. Tutte tranne il video, per motivi diversi.

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28/06/2004

Campi di gravità e passi in avanti

di Antonio Sofi, alle 14:11

Alcune segnalazioni su sport e dintorni.

Un toccante racconto di una partita di calcio a sette (o calcetto con quattro panchinari?), intitolato Il campo, che Giorgio “Falso Idillio” ha pubblicato, per surplus di scorno e per voluti fraintendimenti, il giorno dopo l’eliminazione dell’Italia dagli Europei.

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25/06/2004

Il codice smarrito delle arti marziali

di Emmegi, alle 17:50

[Martial Art Spirit, un koan 3d.
clicca sull’immagine – 2,8 mega ca, 15 sec]

Martial Ar Spirit, filmato 3d di emmegi - clicca per vedereJames era diventato famoso per il suo Yoko Geri, chi lo aveva visto all’opera lo descriveva come un calcio fulminante e potentissimo, un vero e proprio colpo definitivo capace di cambiare la sorte del combattimento (kumite).
Sapevo che prima o poi avrei visto arrivare il piede di James e sapevo che quel piede mi avrebbe messo in seria difficoltà. Ci avevo pensato dall’inizio dell’incontro ma quando lo Yoko Geri arrivò non riuscìi a fare molto per impedire che mi si conficcasse sul fianco destro. Immediatamente dopo James chiuse la distanza e mi proiettò a terra con un perfetto kosoto gake rivisitato alla statunitense (ovvero terribilmente doloroso).

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24/06/2004

S.S.S. ovvero: Strani Sport questi Svizzeri (II)

di Enrico Bianda, alle 17:38

Teiera

«Gli svizzeri non fanno la guerra da circa cinquecento anni, e sono ben decisi a saperla fare appunto per non farla. In Italia si sente dire dell’esercito svizzero: “Non sapevo nemmeno che esistesse”. Quando un italiano viene a sapere che l’esercito svizzero è molto più numeroso di quello italiano, dice: “Ci vuol poco”.
L’esercito svizzero è servito di modello a nazioni meno languide. L’esercito di Israele è una copia di quello della Svizzera.
La Svizzera è grande il doppio del New Jersey. Il New Jersey ha una popolazione di gran lunga più numerosa. Eppure ci sono seicentocinquantamila uomini nell’esercito svizzero. In qualsiasi momento, la maggior parte di essi circola in abiti da città o da lavoro. Sono un esercito in borghese, una milizia esperta e addestrata, sempre pronta a mobilitarsi. Restano in servizio per trent’anni. […]»
John McPhee, Il formidabile esercito svizzero, Adelphi 1987

In questi trent’anni – aggiungo io – hanno il tempo e il modo di sbizzarrirsi nelle diverse discipline sportive di declinazione guerrigliera-difensivista.
Nel Cantone di Nitwaldo si incontrano spesso – una volta l’anno mi pare – un gruppo di omaccioni scozzesi con un gruppetto di omologhi svizzero tedeschi. Si confrontano in una specie di giochi senza frontiere under 130. Nel senso che sotto i 130 chili di pesantezza tra muscoli e peli proprio non ci si fa.

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23/06/2004

Un blog per Gaucci (in risposta a Carlo Annese)

di Antonio Sofi, alle 09:52

Caro Carlo,

ti avevo coinvolto un po’ biecamente in una serie di riflessioni riguardo al tema “sport, informazione e blog” che abbiamo da poco iniziato a declinare su Webgol.
Cos’era successo? Avevo letto una cosa che mi aveva colpito.
antipasti.gifUn blogger americano, Steve Rubel, aveva provato a stare per una settimana a “dieta informativa” di big media. Niente televisione, giornali, radio: solo blog. I risultati, tu li riporti, non erano particolarmente sconvolgenti, seppur condivisibili. I blog non forniscono una copertura esaustiva delle news, ma si configurano come un buon punto d’ingresso all’ecosistema informativo, utilizzando criteri di selezione (si potrebbe dire di notiziabilità) in parte coincidenti, in parte dissonanti da quelli tradizionali.

In fondo la metafora della dieta regge: cibarsi solo dell’informazione blog è come mangiare solo granaglie (mi scusino i macrobiotici), ed è consigliabile completare la dieta blog con una maggiore varietà informativa.
O ancora, rimanendo nel culinario, e riprendendo il concetto di “entry point into the news space“, il blog è, spesso, uno “starter”, un antipasto. Che non riempe del tutto la pancia.

Comunque. Cosa mi aveva colpito di quell’esperimento? Un piccolo distinguo. Rubel ha rilevato come la copertura blog fosse ottima e abbondante sulle hard news politiche, sulla cultura, sullo spettacolo, ma deficitaria, per esempio, sullo sport.

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22/06/2004

Donne nel pallone (s’imparassero da sole il fuorigioco)

di Jest, alle 14:32

Donna nel palloneNon ho ancora spiegato a mia figlia che l’Inter è squadra femmina, anche perché la sua passione nerazzurra mi preoccupa, soprattutto per il disincanto che le procura. Ma io non avevo fatto nulla per educarla bene, trascinandola per un lungomare toscano con addosso una maglia granata taglia baby, a celebrazione dell’ultima coppa Italia.
Lei è la donna più calcistica della mia famiglia. Mia madre era solo innamorata di Rivera mentre io non ho conosciuto coetanea che non sbavasse per Antonio Cabrini, cosa che non comportava alcuna competenza pallonara. Forse sono stati proprio Cabrini e quella Nazionale dell’82 a sgretolare il muro dell’anticalcismo femminile.

E’ andata per gradi: da “io guardo il calcio solo ai mondiali” alle dichiarazioni di voto per i club (quelli grandi). Negli ultimi 10 anni sono fiorite perfette tifose da poltrona e tv (allo stadio ci sono sempre andate, urlanti e battagliere, a dire il vero). Sono fiorite anche fior di fighe nei letti dei calciatori divi, ma anche questa è roba vecchia: Angelillo sarà stato un angelo dalla faccia sporca ma negli anni ’50 la meglio soubrette della Milano notturna se la pigliò lui.

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21/06/2004

Il Biancone ringrazia, Cecchi Gori non si sa

di Carnefresca, alle 20:51

Purple rain, Firenze, foto di Carnefresca, 20 Giugno 2004 - clicca per andare alle fotoQuelli che non erano al Franchi, ieri sera poco dopo le dieci e mezza, e aspettavano di sapere l’esito della partita, sono stati avvisati dal rumore dei clacson e da un trambusto che non lasciava dubbi alle tante speranze.
Trombe, grida, canti e rumore di folla: sono queste le campane che portano dovunque il messaggio dell’avvenuta ascesa profana, e gridano “Festa!” per tutta Firenze. Festa, perché la Fiorentina, da ieri notte, è tornata in serie A.
Dalle strade i tifosi agitano nell’aria le maglie viola, qualcuna ha ancora il nome di Batistuta, altre portano impresso la lettera A. Qualcuno mostra manifesti funebri stampati all’ultimo minuto con sopra il nome del Perugia. Le bandiere della Fiorentina sventolano sulle teste dei gruppetti, per una volta sparuti, dei turisti spaesati.
Da via de’ Calzaiuoli a piazza del Duomo c’è un mare di gente che gioisce e salta. Nell’angolo di via Martelli che gira a gomito per via de’ Cerretani, di fronte al San Giovanni, tre autobus ATAF giacciono parcheggiati e non c’è nessuno seduto al posto di guida.
Provengono dallo stadio e si sono fermati di fronte al battistero per lasciare che la gente festeggiasse di fronte a una degna scenografia. Sono vuoti perché la gente è salita sui tetti, a cantare e sventolare striscioni e bandiere.

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21/06/2004

Attaccare le figurine (al chiodo)

di Antonio Sofi, alle 16:22

Baggio sul cellulare da www.panini.itScrive Leonardo che i giocatori di ieri sembravano più adulti, uomini, giganti (Bruno Conti, Franco Baresi – io aggiungo Beppe Furino, un vecchio più che un adulto). Quelli di oggi sembran pupetti, bambocci (a partire da Paolo Maldini, ad arrivare a Totti).
E’ il punto di vista di chi è cresciuto, e ha spesso sopravanzato in età buona parte dei calciatori professionisti? Forse. Tra l’altro io mi sono accorto, crescendo, che uno dei miei metodi di comparazione anagrafica era la breve parabola dei giocatori professionisti. Arrivi ad una certa età che, pur volendo, non potrai mai più giocare in nazionale: e lì vuol dire che sei vecchio. Per modo di dire, ovviamente.
Ma forse non è solo un problema di soggettività, di punti di vista, questa immaturità percepita dei giocatori d’oggi. Ma di un eccesso di visibilità. Scrive Leonardo (ma il post lo consiglio tutto):

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20/06/2004

Politica pre-blog e post-blog

di Antonio Sofi, alle 23:54

Il sondaggio sulla home page di Vittorio Sgarbi www.vittoriosgarbi.itCome promesso, metto on line il powerpoint della relazione presentata al convegno del 17 giugno scorso, organizzato a Roma dalla Fondazione Einaudi, dal titolo “Politica pre-blog e politica post-blog. Come cambiano (o possono cambiare) le strategie di comunicazione elettorale“.

Per gli arditi che avessero molto tempo e volessero farsi una idea non mediata, grazie agli impagabili ragazzi di Radioradicale, sono on line anche i video di tutti gli interventi.

Ulteriori considerazioni nei prossimi giorni.

Riporto in html la considerazione iniziale (“Non si può certo dire che la politica non ami Internet. È che almeno per il momento non è ricambiata”) e tre provocazioni finali dellla politica post-blog dal punto di vista della comunicazione dei candidati:
1) “Ne senza blog, né solo blog”
2) “Un blog con la tessera di (dirigente di) partito”
3) “Come la pensa il politico? Apri il suo blog”

Qui sopra: un sondaggio “monorisposta” on line sulla home page di Vittorio Sgarbi

19/06/2004

Io, quello lì? Mai visto e conosciuto.

di Antonio Sofi, alle 10:46

Un po’ di tempo fa scrivevo di come i blog, grazie alla periodicità più o meno quotidiana dell’aggiornamento, potessero essere uno strumento potentissimo di costruzione identitaria.

«I blog sono forse anche un modo per puntellare identità. Per tener traccia di sè. E se forse (ma non sono sicuro) non sono nati per questo, a questo servono, o potrebbero servire o serviranno, accessoriamente.
I blog, a maggior ragione quelli personali, che tengono traccia delle cose della vita, di ciò che si pensa e si fa, modificano il rapporto che si ha con il passato. Con il proprio passato. Comincia ad esserci in giro gente che ha un blog da uno, due, tre anni. In cui ha scritto ciò che ha fatto o pensato, giorno dopo giorno. Chi mai si potrebbe ricordare tutto così nettamente e precisamente?»

Allora inutile far finta di niente.
Facciamo che prendo appunti, e provo a ricordarmi di tutti quelli che ho avuto il piacere di incontrare in queste ultime settimane di incontri blog-related (i weblog e la nuova sfera pubblica a Napoli, e Blog ergo sum – individui, idee, politica a Roma).
Una lista in ordine alfabetico, per inchiodarli alle loro responsabilità: affinchè nessuno di loro possa dire di me, nel caso, “io quello lì mai visto e conosciuto”.
Mi sono dato il limite di considerare solo chi ha un link internet sennò non la finivo più.

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18/06/2004

Poi uno dice l’inno di Mameli

di Antonio Sofi, alle 10:12

Beh, il lavoro sporco devo farlo sempre io.
Il semplice movimento qui accanto è parte del rituale dell’alzabandiera mattutino, necessario per ottenere la cittadinanza sguizzera.

Questa la storia dell’inno e qui sotto la toccante prima strofa (leggi tutto il testo):

Quando bionda aurora il mattin c’indora,
l’alma mia ti adora, Re del ciel!
Quando l’alpe già rosseggia,
a pregare allor ti atteggia,
in favor del patrio suol, in favor del patrio suol,
cittadino, Dio lo vuol, cittadino, Dio lo vuol!

Se poi continuate a leggere potete sentirne anche l’auguste note.

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17/06/2004

S.S.S. ovvero: Strani Sport questi Svizzeri

di Enrico Bianda, alle 00:19

un valente milite dell'esercito svizzero Potrebbe cominciare in questo modo: batt.fuc.mont.62.
Vale a dire battaglione fucilieri di montagna 62.
O qualcosa del genere, non me lo ricordo più.
Fatto sta che quella è stata la mia prima esperienza con una cognizione dello sport che si avvicina molto a quella del dolore. La disciplina sportiva declinata con la rudezza delle montagne e con un gustoso e assai diffuso senso della precarietà. E forse, perché no, del sadismo.
Occorrerebbe provare a ricostruire una genealogia dello sport come dimensione della socializzazione, dove la pratica agonistica ̬ vissuta Рe promossa Рcome pratica atavica trascendentale e come rito di passaggio in senso antropologico. O ci riesci e sei uomo, o muori.

Tra le discipline diffuse presso le scuole reclute dei fucilieri di montagna, troviamo almeno due specialità assai gustose: la calata dalle dighe detta alla vallesana, e la spinta modello ariete romano per raggiungere i piani superiori di un edificio.
Ma andiamo con ordine.

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16/06/2004

Blog e politica

di Antonio Sofi, alle 11:47

Segnalo a chi fosse interessato. Domani, 17 Giugno, si terrà a Roma una giornata di studio su blog e politica intitolata “Blog ergo sum. Individui, idee, politica” e organizzata dalla Fondazione Einaudi e dal bravo Davide Bennato.

Interverranno Davide Bennato, Giuseppe Granieri, Gino Roncaglia, il qui scrivente, Alberto Abruzzese, Riccardo Staglianò, Rosanna De Rosa e Stefano Gulmanelli.

Ulteriori informazioni sul blog del convegno