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22/05/2004

Rozzano, non fiori ma rodei

di Antonio Sofi, alle 14:11

Ormai è diventata una questione personale. Parlo di Rozzano. Il bello è che devo avere i riflessi mentali un po’ allentati, in questo periodo. Fino a questa mattina, infatti non avevo fatto due collegamenti che avrei dovuto fare automaticamente, parlando della cittadina dell’hinterland milanese.
Il primo con un evento di cronaca risalente ormai al 23 agosto scorso. A Rozzano, nel quartiere dei fiori (chiamato così per i nomi delle vie), in una sparatoria in strada muoiono quattro persone, tra le quali una bambina di tre anni. Il secondo con la “piĂą sgangherata follia (bloggico) letteraria dai tempi di F. T. Marinetti”, il Blogrodeo tenutosi ieri in quel di Rozzano (io avevo memorizzato “Milano” come sede dell’evento, ed ecco spiegato perchè non avevo capito l’accenno di Effe nei commenti al post precedente).

Del tragico evento di cronaca, che molta sensazionalistica e discutibile copertura provocò all’epoca, segnalo, grazie alla dritta di Franco Bellacci, un post di Settore, formidabile blogger dalla dichiarata – ahilui – fede interista, che racconta la cittadina milanese.

Scrive Settore:

[…]Parlo di Rozzano. Che è a 25 chilometri da qui, è un cartello cui sono passato davanti centinaia di volte, un nome che ho pronunciato migliaia di volte. Una sparatoria con quattro morti a mezz’ora da casa fa sempre impressione. Gli eventi tragici e “vicini” fanno sempre impressione. “Vicini” perchè maturati in cittĂ  normali, famiglie normali, ambienti normali (Cogne, Novi Ligure, Pietro Maso), di quelli che pensi “e se capitasse a me”. O semplicemente vicini tout court, com’è Rozzano per me, un cartello sulla via per Milano, “la tangenziale è appena dopo Rozzano”, “per andare al Forum prima di Rozzano gira a sinistra”, “dove sei? a Rozzano? ah, sei quasi arrivato”. […] Io nel quartiere dei fiori ci sono stato nel 1991. La sera prima mi avevano rubato la macchina. I carabinieri con aria assonnata avevano preso nota della denuncia. Le macchine rubate non le trovano quasi mai, se non per caso. Poi, all’epoca, le Golf le rubavano come il pane e puntualmente sparivano nel nulla. Un amico mi disse: dai, facciamo un giro a Rozzano, non si sa mai. Mi ricordo il quartiere dei fiori, era giugno, una mattina, semideserto, i nomi delle vie, poca gente in giro, donne con la borsa della spesa, nessuno che rideva, qualche Golf bianca ma che non era la mia.

Tutto il post, da leggere, sta qui.

Quanto della serata del Blogrodeo, aspettando ulteriori contributi testo/foto/video/audio, potete leggere su blogrodeo.org.

La mia sintesi su Rozzano (prima o poi mi toccherà andarci fotomunito), raggiunta in ritardo questa mattina, ma forse non a caso, è semplice: Rozzano, non fiori ma rodei.


  • Il bello di Cinisello
  • Polaroid d’estate. The Smiths is (not) dead
  • Ondavè (seconda parte). Diario scomodo dall’India
  • Anche i blogger suonano – Hotel Messico

  • 2 Commenti al post “Rozzano, non fiori ma rodei”

    1. Bassi Paolo
      settembre 4th, 2008 13:41
      1

      Egr. Dott. Sofi,
      desidero vivamente complimentarmi con Lei per le 26 righe utilizzate in maniera ovviamente sintetica circa la presentazione della Sua figura professionale. Credo infatti che l’escalation dei suoi successi sia qui molto concentrata.
      La inviterei volentieri a visitare il quartiere dei fiori, o meglio, quello dei rodei. Purtroppo però ho impegni di lavoro, molto umile rispetto alla Sua brillante attivitĂ , quindi mi conceda in questa sede un semplice cenno alla Sua “gloriosa” introduzione della cittĂ  di Rozzano; confermandoLe al contempo che sarò ben lieto di accompagnarLa all’interno del citato famoso cerchio spagnolo non appena gli impegni di entrambi lo permetteranno.
      Credo che gli strumenti informatici oggi a disposizione della “massa” siano per Lei ragione di bieco utilizzo da parte di persone di basso profilo, deduco quindi che non ha minimamente avvertito la necesssitĂ  di consultare, attraverso il Suo PC di ultima generazione, come è strutturata la CittĂ  di Rozzano. La invito a farlo, scoprirĂ  un mondo di fiori di cui nenache si immagina possibile l’esistenza in uno scenario come quelo da Lei descritto. Per una semplice ragione: Lei, come tanti che esercitano la Sua professione, si è fermato ai margini, sulla superficialitĂ , allo scoop, allo scandalo; senza avere la minima cognizione del giudizio implacabile che stava facendo calare sulla testa di tanti bravi rozzanesi impegnati nel loro duro lavoro quotidiano, persone anche piĂą acculturate di Lei, dottori, managers, dirigenti, imprenditori, artigiani, ma anche persone impegnate nel sociale, nel volontariato, nell’assistenza agli anziani, ai malati, e molto altro ancora.
      Il rodeo, è la vita che La circonda. Ci lasci all’interno del cerchio con i nostri fiori, per favore.
      Distinti saluti
      Paolo

    2. Antonio Sofi
      settembre 4th, 2008 14:01
      2

      Gentile Paolo,
      credo che stia mal dirigendo i suoi strali.

      Il pezzo è datato maggio 2004, si riferisce ad un vecchio caso di cronaca, e ad un vecchio evento culturale (il Blogrodeo appunto, una specie di gara di scrittura – ecco spiegato il riferimento ai Rodei) sul quale annoto peraltro la propensione scandalistica e superficiale dei media che hanno fatto di tutta l’erba un fascio, facendo di Rozzano una cittĂ  criminale (si ricorderĂ  bene il tono dei servizi ai tg e degli articoli di giornale)

      Inoltre credo che lei si riferisca al passaggio scritto in piccolo, che è di un altro blogger e che io qui solo cito e riporto e del quale non vedo perché dovrei rispondere personalmente

      Cari saluti e se non è solo invito di prammatica accetto con piacere il suo invito a farmi un giro per Rozzano :)

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