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09/05/2004

Tutto il mondo è in un metro quadrato?

di Antonio Sofi, alle 13:21

A proposito di viaggi, e di luoghi, come letture della domenica (che si suppone sempre essere giornata libera, che quasi mai lo è, ma almeno ci si illude):

– Su Il Foglio di Venerdì 7 Maggio, un bell’articolo di Stefano Pistolini sul “distretto industriale” del porno a Los Angeles, Usa. Su Il Foglio, in pdf, previa iscrizione.

– Su D – La Repubblica delle Donne di ieri 8 Maggio (non ancora on line), Gabriele Romagnoli racconta, in un articolo intitolato “Qualcosa di verde” delle differenze cromatiche nel mediooriente. Quando i colori identificano una comunitĂ , e una religione.

– Su Il Foglio di ieri Sabato 8 Maggio (on line, previa iscrizione), una paginata di Camillo Langone (di cui scrive anche Nicola), su “Cosa si perde il cosmopolita”. Vi si sostiene che il turismo distrugga non solo il luogo d’arrivo ma anche il luogo di partenza.

Riporto perchè interessante, al di là dei conservatorismi di maniera dello scrittore maccheronico:

“Pensa: un viale emiliano di tigli, un labirinto di bossi in una villa veneta, nua via di Polignano imbiancata a calce. Ci vuole tempo, cura. Nessuno che vada a Hurgada è capace di tirare su un muro a secco. Se sai di non poter raggiungere con l’aereo una bellezza lontana ti prodigherai in tutti i modi a favore della bellezza vicina. Se vai a puttane in Thailandia, non farai mai l’amore con la tua vicina di casa. In casa propria non si buttano cartacce. Ne ho conosciuti di deficienti ma nessuno che si mettesse a pisciare sul proprio divano. La bellezza è una creazione di Dio e dell’uomo stanziale. Del giardiniere, del falegname. Tutto il rumore, tutto lo sporco, tutto il brutto del mondo deriva da una cosa sola, dal non sapersene stare tranquilli in una stanza, in una biblioteca, in un orto.”

Non così lontano, in fondo, dalla citazione di Claude LĂ©vy Strass da Tristi Tropici – nel post qui sotto (“poichĂ© la prima cosa che vediamo viaggiando per il mondo è la nostra sporcizia, gettata in faccia all’umanitĂ .”).
A ben pensarci, piĂą che un’apologia della stanzialitĂ , un’idea di viaggio.
Il muoversi e lo spostarsi, ma in punta di piedi, con la sensibilitĂ  e l’accortezza di chi pensa che dovunque sia anche casa propria.
Langone (che in realtĂ  è un viaggiatore) non sarebbe d’accordo con questa interpretazione, ma chi se ne fotte.

P.s.: la coppia di webgol si sposta per un paio di giorni nella Svizzera italica, alla ricerca di valli buie e delle tracce estive del maestro Rumiz. Tempo permettendo, tornerĂ  con fotacce e storie. A bientot.


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  • Un commento al post “Tutto il mondo è in un metro quadrato?”

    1. gabryella
      maggio 9th, 2004 18:23
      1

      basta anche meno di un metro quadrato – specialmente se si è poco ingombranti (come me)

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