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07/05/2004

Il viaggio, le fiabe, le opinioni pubbliche

di Antonio Sofi, alle 22:36

Il blog del corso Nuove forme dell'opinione pubblica Un mese fa abbiamo aperto su webgol il blog del corso di “Nuove forme dell’opinione pubblica”, tenuto da Enrico Bianda all’interno del corso di laurea in Media e Giornalismo dell’UniversitĂ  di Firenze.
Gli intenti erano, inizialmente, indefiniti e insieme chiarissimi.
Volevamo aprire ad una qualche visibilitĂ  pubblica uno spazio storicamente chiuso e impenetrabile come quello di un corso accademico. Aprire uno spazio pubblico (un blog, a tutti gli effetti – anche – un luogo di costruzione dell’opinione pubblica, o delle opinioni pubbliche) dove il lavoro fatto in aula, dal docente e dagli studenti, potesse lasciare una qualche traccia anche al di fuori dei limiti spazio temporali di un corso accademico.
Si può dire che l’obiettivo minimo di far entrare un po’ di aria fresca nelle polverose aule universitarie, lasciando uscire, senza peraltro particolari pretese, parte della conoscenza prodotta all’interno dell’universitĂ , aprendosi al confronto e allo sguardo altrui, sia stato raggiunto.

In un mese sono stati pubblicati piĂą di 30 post dai sette gruppi di studenti, che si sono provati nella scrittura di pezzi di attualitĂ  declinati in 5 macroaree tematiche (cronaca politica, cronaca nera, esteri, sport, spettacolo), e filtrati attraverso gli spunti e le conoscenze apprese via via a lezione. Il cambiamento rispetto all’anno precedente, quando le esercitazioni venivano scritte a casa e lette in aula (e in quell’aula, ovviamente, ci morivano), ci pare un cambiamento di prospettiva non del tutto insignificante. Tanto per dirne una: uno dei ragazzi del corso è stato chiamato a collaborare con una webzine, avendo il curatore letto e apprezzato una delle sue cronache sportive. Una piccola cosa, certo, ma senza il blog non sarebbe stato possibile.
Così come non sarebbero stati possibili i tanti contatti attivatisi con esperti della materia, altri docenti, o semplici appassionati (molti hanno trovato il blog tramite google – e non era difficile); contatti che si sono tradotti in proficui e rapidi scambi di opinioni e di spunti migliorativi, anche in corso d’opera. Fate il confronto con il modo classico di scambio di opinioni accademiche, che, lentissimo, si muove tra convegni, pubblicazioni e contropubblicazioni.

Il blog del corso è servito anche come un luogo che lo stesso Enrico ha usato come taccuino degli appunti, per approfondire, riflettere, ampliare gli argomenti trattati a lezione, o segnalare articoli e bibliografie.
Ora che il corso è terminato, stiamo pensando di mantenere in vita il blog in qualche modo – e forse proprio con l’idea di una sorta di permanent course. Con l’obiettivo, insomma, di iniziare a pensare e a discutere pubblicamente, scrivendo il blog, strada facendo, anche il corso del prossimo anno.

L’ultimo post (o il penultimo) scritto da Enrico è un ragionamento che si sviluppa intorno a due concetti affascinanti, due veri e propri luoghi narrativi, il viaggio e le fiabe, in relazione alla costruzione delle opinioni pubbliche.
A me piace molto, ma forse il mio parere è un po’ interessato.
Io ne consiglio la lettura, anche per capire cosa può essere un blog di un corso universitario. Pensate, leggendolo, così come ho fatto io, cosa potrebbe essere l’universitĂ  se tutti i corsi avessero il loro blog, e tutti i docenti vi scrivessero cose così, su temi sui quali sono ovviamente (o sperabilmente) competenti.

I viaggi, magici cofanetti pieni di promesse di sogno, non ci concederanno mai più i loro tesori incontaminati, poiché la prima cosa che vediamo viaggiando per il mondo è la nostra sporcizia, gettata in faccia all’umanità. Anche per questo i libri di viaggio creano l’illusione di qualcosa che non esiste più ma che vorremmo che esistesse ancora” – Claude Lévy Strass, Tristi Tropici


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