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23/04/2004

Tritacarne cognitivo

di Antonio Sofi, alle 14:51

Da un paio di settimane, aperto il tema “Luoghi” con idee in parte vaghe, abbiamo deciso di declinarlo attraverso un approccio sinestetico (parole, suoni, immagini, video – e questa parola è stato un suggerimento di Chiaraaa nei commenti di un post – e c’è chi dice che non servono a nulla) che rientrano perfettamente nelle possibilità tecniche e, se vogliamo, concettuali dello strumento blog. “Piegare lo strumento blog ad un approfondimento tematico, senza spezzarlo (o quantomeno non del tutto)” è, in fondo, il piccolo mantra che ci segue da quasi un anno.

Cosa abbiamo fatto? Una cosa molto semplice, che anch’essa rientra perfettamente nelle pratiche quotidiane, consapevoli o meno, di molti blogger. Scarti di produzione: notiziole che non trovano spazio sui giornali, riflessioni a margine, appunti laterali. Noi abbiamo ripreso “scarti” di cosine un po’ più serie (nel nostro caso i reportage radiofonici che Enrico – con il mio inutile contributo – ha realizzato in questo ultimo anno per la Rtsi, Radio Svizzera di lingua italiana, benemerita produttrice di formati radiofonici lunghi e, purtroppo, ormai, inusali, come il reportage di 20 o 30 minuti) e li abbiamo riplasmati in forma di post testuali, gallerie fotografiche, pezzettini sonori.

Questa idea, peraltro, ci segue, appunto, da un anno. Abbiamo iniziato a svilupparla durante il master in giornalismo on line (da cui, tra l’altro, è nato webgol) all’interno dei spazi di libertà didattica che, in varie lezioni, ci hanno coraggiosamente concesso, e che noi abbiamo proditoriamente occupato.
L’idea è quella di un giornalismo a multicanale cognitivo.
Niente di completamente originale, per carità, ma eviterei di mettere le note a piè di pagina.
I presupposti sono dati dalle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Dai blog, che consentono una narrazione quotidiana, diretta, fortemente personalizzata, alle fotocamere digitali che diminuiscono i tempi e i passaggi produttivi dell’analogico popolarizzando la funzione “documentaristica” della pratica fotografica, dai registratori audio alle videocamere digitali, il tutto integrandosi in formati compatibili con i computer, e confluendo in un ambiente comunicativo basato su Internet che permette di rendere pubblica questa integrazione.
Tutto questo alla portata di tutti (o quasi).

tritacarne.jpgSemplificando, che non è questo il luogo di eccessivi svolazzi teorici, l’immagine è quella di un tritacarne.
Un luogo, una persona, un qualsiasi fatto che occorre nel reale, ha, oggi, la possibilità (concreta, reale, persino relativamente economica) di essere raccontato attraverso diversi linguaggi comunicativo-giornalistici, e pubblicata, con la potenzialità teorica di raggiungere un numero infinito di lettori. E questa possibilità è nelle mani, volendo, anche di un singolo soggetto. Di un singolo “giornalista” (o come vogliamo chiamarlo – non vorrei limitarmi al problema definitorio, scaturigine di oziose polemiche). Dalla parola, alle immagini fotografiche, ai filmati, ai suoni.

Il tritacarne è un multicanale cognitivo.
Una storia che vi entra dentro, ed esce poi trasformata in piccole striscette narrative, filtrate da diversi linguaggi comunicativi. Produzioni differenti, perchè il canale inevitabilmente modifica il contenuto, eppure simili nelle risonanze e nelle rifrangenze, perchè hanno la stessa origine.
Una operazione che amplifica la portata espressiva e comunicativa di una storia. Alcuni dicono la banalizzi, sono opinioni valide come chi pensa che, invece, la arricchisca. Ovviamente bisogna mettersi in gioco, cercare di acquisire nuove competenze, rifuggire il sicuro dei propri veri o presunti talenti, e cercare di frequentare nuovi territori espressivi. La contaminzione tecnologica dei blog è, in questo senso, ed è quello che stiamo cercando di fare ormai da un po’, con una immagine abusata, un terreno fertilissimo.
Oggigiorno, insomma, a prescindere dai risultati, basta volerlo.


  • Tanto rumore per nulla
  • Blog a tre dimensioni
  • Giornalismo integrato (organico)
  • Mi alzo e me ne vado!

  • Un commento al post “Tritacarne cognitivo”

    1. rose
      aprile 29th, 2004 13:20
      1

      l’idea è interessante, ma l’immagine del tritacarne… (sarò io, ero abbastanza piccola quando ho visto The Wall)

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