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13/04/2004

Mercato del pesce, Malta

di Antonio Sofi, alle 10:29

(esperimento: testo, immagini, suoni)

asta05piccolo.jpgMaledette siano le guide e chi le scrive. Leggiamo sulla Lonely Planet. Asta del pesce al mercato de La Valletta. Siamo a La Valletta, il cuore deserto di una isola gialla in mezzo al mediterraneo, perfetto. Quando inizia? Alle cinque. Alle cinque? Alle cinque.
Un po’ meno perfetto, ma si fa. Sveglia del cellulare alle quattro e trenta. Usciamo dalla guest house dominata da una curva vecchina pedante ed adorabile, che ai nuovi ospiti usa spiegare con dovizia di particolari come si chiude una porta e si accende la luce, provvisti di tutto ciò che di rubabile abbiamo portato con noi. Almeno quattro macchine fotografiche in due, tra reflex e digitali, minidisk, microfoni ambientali, clip varie e chi sa cosa altro ci sia nella borsa pesantissima da cui Enrico si separa con malcelati mugugni.
Ci accoglie il buio, alle cinque di mattina.
E una pioggerellina rada, sabbiosa, che ci colora le giacche di rosso.
Ci muoviamo per il porto scuro, costeggiamo le alte mura di roccia calcarea che formano il bastione della capitale maltese, scendiamo verso il mare. Lo sentiamo, un odore rugginoso, prima ancora di vederlo. Una luce in lontananza, dovrebbe essere il mercato. Da un garage in riva al mare, deposito di pescatori, inaspettata, il rumore di una televisione, e la luce azzurrognola e intermittente dello schermo filtra dalle prese d’aria, lassù in alto.
Latrare di cani, da qualche parte, nel buio.
L’asta del pesce. Vuol dire che i pescatori appena tornati dal largo vendono ai grossisti il pescato. Beh, l’asta del pesce, quando siamo arrivati, era appena finita. Maledette siano le guide e chi le scrive.
Iniziava alle quattro.

«C’era brutto tempo, e i pescatori sono tornati prima», ci spiega un giovane sorridente. Spinge un carrello con il pesce acquistato. Altri parlano e sbaraccano. Intorno c’è una luce strana, mischiata. Il blu del neon, il giallo dell’alogeno, il rosa dell’alba che entra dall’alto, le candele della statua della Madonna appena dietro l’ingresso, sopra il cesto con gli scarti dei pesci che vengono puliti.
Il pescatore giovane è divertito dalla nostra presenza. Ci diamo un appuntamento per il giorno dopo.
«Alle quattro, mi raccomando».
«Ci saremo».
Il giorno dopo, a quell’ora, dormivamo.

Sinestesie

* Immagini: Galleria fotografica, nove foto su photowebgol.
* Suoni: scarica l’mp3 con i suoni del mercato (360 kb ca.)
[oppure apri il soundblox e clicca su playlist/sonorizzazioni/Mercato Malta (ci mette un po’ a caricare, poi il riascolto è veloce)]


  • Paceville, la città dell’oblio
  • Un rumore che si muove
  • Dobbiamo sapere
  • Un quarchio per un murale

  • 18 Commenti al post “Mercato del pesce, Malta”

    1. PlacidaSignora
      aprile 13th, 2004 12:19
      1

      Pigroni…;-) Potevate chiedere di uscire direttamente in barca coi pescatori; forse vi sareste divertiti (notte in bianco a parte…:-)

    2. Proserpina
      aprile 13th, 2004 14:15
      2

      i suoni del mercato sono bellissimi. messi sul piatto della bilancia contro le foto e la descrizione, sono i più pesanti di significati e nella mia testolina son quelli che han reso meglio l’idea dell’atmosfera.
      sarà che i mercati del pesce non sono una cosa così “estranea” per me, che sono cresciuta in riva al mare.

    3. angelocesare
      aprile 13th, 2004 15:13
      3

      Sognavate un mercato del pesce…. con il sottofondo della registrazione del giorno prima (quando il mercato non c’era e i suoni registrati erano immaginari)? :-)

    4. Lilas
      aprile 13th, 2004 18:50
      4

      Complimenti !! Manca il link con gli odori…., però!! ;-)))_Lilas

    5. Proserpina
      aprile 13th, 2004 20:39
      5

      Antò, da consulente estetica di webgol (ahh posso fare quella che se la tira?), oso chiederti: che hai combinato con i css dei commenti? :) ci sono troppe linee tratteggiate, quanti class hai messo? :P

      *con gli occhialetti scesi sugli occhi e il frustino in mano scuote la testa sconsolata*

    6. polenta
      aprile 13th, 2004 22:02
      6

      voto per «la luce azzurrognola e intermittente dello schermo filtra dalle prese d’aria». questa frase è un bel luogo della scrittura.

    7. gabryella
      aprile 14th, 2004 07:59
      7

      ..e pensare che presto potrete associare alla lettura/visione d’immagini/ascolto di suoni, anche la diffusione di aromi! lo promette la Telewest, che sta testando una sorta di codificatore olfattivo che ricrei, in prossimità del naso del fruitore, oltre 60 tipologie di odori, miscelabili a piacere (il tutto ad un costo di circa 300euro/utente)- personalmente (dopo la lettura di questo post), attendo la novità con una discreta inquietudine..

    8. Red Apple
      aprile 14th, 2004 13:12
      8

      Bello!Peccato che il sonoro duri troppo poco. Mi sarebbe piaciuto leggere il pezzo con il soundtrack di sottofondo che andava in contemporanea con la lettura!!Direi che stiamo assistendo al primo esperimento di cinematografia “dissociata”!

    9. Giuly
      aprile 14th, 2004 14:03
      9

      Non sembra male, questo mercato del pesce, peccato che siete arrivati tardi potevate raccogliere foto molto più significative e interessanti, dei protagonisti intendo… i pesci e, ovviamente, i pescatori. Cmq, difficilmente un asta del pesce inizia nell’ora precisa precedentemente stabilita, ci sono troppe variabili: il rientro delle barche, le condizioni del mare, la quantità di pescato …

    10. antonio
      aprile 14th, 2004 17:17
      10

      visto che l’esperimento è garbato nei prossimi giorni lo continuiamo. Peggio per voi, che siete fin troppo gentili per degli “scarti produttivi” di cose un po’ più “serie”. Ma in fondo con i blog funziona il “non se butta via niente”.
      Anche a me i suoni colpiscono molto. Forse perchè hanno un grado di filtro interpretativo minore rispetto alle foto (in cui comunque c’è una scelta di inquadratura, una porzione di mondo che più o meno sconfina al di là dei limiti dell’immagine, ma rimane comunque una porzione) e della parola. Il suono (e per esempio il media che vi si struttura intorno: la radio), è “caldo”, pieno di suggestioni, pieno di vuoti che l’immaginazione deve completare. “Cinematografia dissociata”. Una cosa del genere. Se si prendessero tutte queste sinestesie e si frullassero all’interno di un montaggione mentale, verrebbe fuori nient’altro che un filmato video. Ma il video, la televisione o il cinema, dice già tutto, è un media freddo. Coinvolge si, perchè allerta tutti i sensi, ma dice già tutto. Invece così, con sinestsie dissociate, ognuno può ricostruirsi il suo filmettino, riaggregando e ricostruendo i pezzettini di senso con l’aiuto dell’immaginazione.
      Beh, come per dire: da queste parti ci si diverte con poco. :)

    11. antonio
      aprile 14th, 2004 17:19
      11

      [p.s.: pros, a parte che non millanti nulla, e la grafica di webgol è tutta merito tuo, io non ho toccato nulla, giuro. A me i commenti funzionano come sempre, in pop-up e con solo una linea. mistero. :)]

    12. antonio
      aprile 14th, 2004 17:42
      12

      gabriella, questa cosa degli odori inquieta molto anche a me. Eppure, azzardo, credo che poco potrebbe aggiungere (al di là dell’odore specifico di pesce). Mi ha sempre inquietato l’idea di un particolare odore scollegato dal contesto, tagliato di netto dalla cosa o persona che lo produce. insomma a parte che costa troppo non mi piace per nulla, nemmeno l’idea. (ma non c’è stata un bel di tempo fa, un esperimento – fallimentare – in tal senso nel cinema, credo si chiamasse “odorama” o me lo sto inventando?)

    13. tt
      aprile 15th, 2004 00:04
      13

      alle sinestesie mi tocca rinunciare (la connessione bradipa e a singhiozzo è intransigente e nulla concede oltre il minimo indispensabile), la lettura del brano è un tuffo in un luogo caro, che evoca pienamente le atmosfere maltesi.

    14. gabryella
      aprile 15th, 2004 12:00
      14

      no, Antonio, non inventi: nella storia del cinema esperimenti olfattivi sono stati fatti con il film horror “Aroma-Rama” – negli anni ’80 ci provò pure tale John Waters con “Polyester” (l’esperimento in “odorama” prevedeva l’uso di una card magnetica da accostare al naso) – questi esempi citati non andarono a buon fine (o a buon fiuto..) – evidentemente la distanza fra l’immaginario smosso dai sensi e il riscontro con la realtà resta incolmabile – figuriamoci come reagiremmo ad una webvoce saudente che c’implorasse: “sniffa qui”, propinandoci, a sorpresa, un odorama ascellare (foss’anche autorevole..)!

    15. tt
      aprile 15th, 2004 14:36
      15

      dentro i luoghi come si definoscono i rapporti tra noi e il circostante, gli equilibri tra prossimità e distanza? il precedente commento di gabryella mi ha suggerito l’idea che nel nostro rapporto con l’esterno accettiamo mediamente di buon grado quanto coinvolge vista e udito, mentre abbiamo reazioni molto più selvatiche e drastiche nel caso di tatto e olfatto.

    16. Effe
      aprile 15th, 2004 16:48
      16

      Possibile che nessuno abbia avuto il coraggio di sfidare la banalità, commentando “chi dorme non fotografa pesci”?. Ah, vi manca il fegato (quello dell’olio e del merluzzo, s’intende)!

    17. antonio
      aprile 15th, 2004 22:01
      17

      selvatiche e drastiche: giusto. Credo perchè entriamo in una sorta di intimità sensoriale, difficilmente comunicabile e condivisibile.
      Quindi Gabriella, non c’è pericolo da queste parti. :)

      Effe, sarebbe stato un titolo meraviglioso. Eh, ma come titolista, davvero non ti batte nessuno. :)

    18. cometruccarsi
      febbraio 3rd, 2011 16:59
      18

      A Malta ho mangiato il miglior tonno del mondo. Rimpianti…

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