home

Leggi gli aggiornamenti in home page

06/04/2004

Self-help blog II

di Antonio Sofi, alle 20:26

Per fortuna – stante un periodo che pienino ├Ę dir poco (e la confusione ├Ę a dir tanta) – continuano ad arrivare gli aiuti, meravigliosi, nei commenti del post qui sotto e via e-mail. Il formato del self help blog ci torner├á utile quando ci allargheremo a temi pi├╣ “scabrosi” – e promessi.

Da Chiaraaa:

C’├Ę un libro, di Geoff Dyer, “In cerca” in cui una specie di investigatore privato insegue un tipo e inizia a registrare i silenzi dei luoghi che attraversa.
Non proprio “i silenzi”, ma i rumori di fondo di ciascun luogo.
E c’├Ę un racconto lungo di Calvino Sotto il sole giaguaro” in cui la visita del Messico ├Ę filtrata attraverso i sapori sensuali della cucina locale.
Sembra proprio che i luoghi, per acquistare senso, debbano essere percepiti attraverso molte sinestesie.

Sinestesie. Proprio una bella parola.

Stelle filanti, via e-mail, fa esplodere la logica lineare che ci ha finora guidato nel definire i luoghi in un paradosso delizioso.

A contrario

senza sapore.
senza profumi.
senza colore.
senza suoni e rumori.
assente al tatto.

in nessun luogo.

Sempre pi├╣ confuso.
Sempre meglio.


  • Blog e politica
  • Opinioni pubbliche
  • Mi sa che mi ci vuole un daje collettivo
  • Politica pre-blog e post-blog

  • 3 Commenti al post “Self-help blog II”

    1. Daneel
      aprile 6th, 2004 21:18
      1

      Cos├Č l’indeclinabile Luoghi scivola verso un ben pi├╣ accettabile Sinestesie. ├ł questo uno dei limiti (e una delle virt├╣) dell’essere umano: non riuscire a separare la memoria di un luogo dalle proprie percezioni. Un luogo diventa esclusicamente una propria percezione: non a caso, spero, solo un quarto dell’argomento ├Ę dedicato ai luoghi fisici. Per ora ti lascio un paio di pagine di commenti sull’argomento che incidentalmente vennero fuori nel mio blog in coda ad alcuni post di scarso interesse: http://www.piccoliequivoci.net/archives/000082.html, http://www.piccoliequivoci.net/archives/000193.html

    2. sphera
      aprile 6th, 2004 21:35
      2

      Molto pi├╣ che visiva, la memoria di un luogo si mantiene attraverso altri sensi. Io penso soprattutto suoni e odori: se ti interessa, degli odori di un luogo (il treno ├Ę un luogo?) ho parlato qui: http://sphera.splinder.it/1081016924#1765139

    3. chiaraaa
      aprile 6th, 2004 22:24
      3

      Penso sia naturale associare un luogo ai sensi con cui l’abbiamo colto: per quanti mesi (se non anni) abbiamo speso a fantasticare nei minimi dettagli il nostro viaggio ideale, all’arrivo la percezione del posto che i nostri sensi restituiscono ci sorprende sempre: realizziamo le nostre fantasie, e realizziamo un luogo.
      E il nostro corpo ├Ę anche il primo ‘luogo’ in cui capitiamo.

    Lascia un commento