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25/02/2004

La musica è mia e la remixa chi voglio io

di Antonio Sofi, alle 13:27

Riporto quanto scritto da Ziccardi, che mi sembra molto interessante:
«Gli antefatti: tale DJ Danger Mouse pubblica un disco dal titolo The Grey Album, nome ideale per raccogliere ciò che è un remix del Black Album di Jay-Z e del White Album dei Beatles. Si tratta di una operazione di remix dei brani che DJ Danger Mouse effettua senza alcun permesso. L’esito di questo remix senza permesso viene considerato “arte illegale”. Il 24 febbraio, in rete, viene celebrato il Grey Tuesday, una giornata organizzata da molti musicisti e gestori di siti web per protestare contro la guerra legale che si è sollevata contro il Grey Album: l’azione di protesta consiste, come è abitudine in Internet, nel postare e mettere a disposizione l’album su più siti possibili in Rete. »
Continua a leggere il resoconto completo su Ziccardi.org

Il giorno dopo il risultato della “historic online protest“?
“The Grey Tuesday protest was simply amazing. Yesterday, approximately 170 sites hosted a full copy of the Grey Album” che dicono gli organizzatori “honors both the Beatles and Jay-Z”.

Non vi convince? Pensate che comunque avrebbe dovuto chiedere il permesso? Forse avete ragione. Ma il problema non è così semplice come sembra.

Leggete qui, sempre Ziccardi:
«Il problema è questo: quegli artisti che, in ipotesi, sono fermamente convinti che ci debba essere un diritto gratuito per il remix della loro opera (e i motivi potrebbero essere tanti: maggiore diffusione del nome dell’artista o del brano, diffusione del brano anche in ambienti – ad esempio discoteche – diversi da quelli ‘frequentati’ dal brano originale, voglia di diffondere liberamente la cultura musicale o di permettere a terzi di costruire sopra al proprio lavoro), che potere hanno, in concreto, nei confronti della propria casa discografica o del produttore, perché tale libertà incondizionata di remix sia garantita?
Se veramente tutte queste azioni legali, che ormai vengono portate ogni giorno, sono condotte per tutelare gli autori/artisti (o, almeno, così si dice) e i loro diritti, perché non si lascia agli autori stessi la possibilità di scegliere se garantire, ad esempio, una possibilità di remix gratuito sul loro lavoro? Ciò non solo non avviene, ma sono anche idee ‘di libertà’ che danno molto fastidio al mondo del business.
»


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