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29/01/2004

Musica random in dosi omeopatiche

di GiallodiVino, alle 15:49

cuffie.jpg Le nuove Feltrinelli hanno un che di europeo nella forma e nel modo di collocare. E pure nel sembrare “non luoghi” destinati alla vendita di mozzichi di cultura. Ci√≤ detto, non significa siano brutti posti. Anzi. Feltrinelli a Galleria Colonna – qui a Roma – √® magnifica, e i panini all’ultimo piano non sono nemmeno da buttare via. Dentro marmi e maxi-foto. Libri, riviste cd, dvd, nel sottoscala mostra fotografica su Baghdad.
Ma le Feltrinelli possono anche suggerire di sperimentare l’esperienza della musica random in dosi omeopatiche.
Come? Cosa? Basta utilizzare quegli affari, quei colonnini con le cuffie e i codici a barre che leggono i cd e ti lasciano ascoltare un po’ di brani per un tot numero di secondi. La novit√† rispetto al passato √® che adesso esiste un archivio che contiene un gran numero di dischi suonabili. Insomma basta mettere la cuffia alzare il volume e goderne.
O sacramentare se il cd non ti piace.

La variabile casuale √® fondamentale, per questo definisco la pratica “random”.
Mi spiego. La cuffia ha un filo lungo al massimo 50 centimetri, oltre non ti puoi spostare, né sradicare il colonnino dalla base. La musica Рse entri nel gioco Рè quella che riesci ad arraffare allungando il braccio sugli scaffali vicini al totem che legge i codici a barre. Se vedi un artista che ti fa impazzire, ma devi togliere il cuffione il gioco perde il suo valore.
Quando c’√® da scegliere, ti piazzi nel settore (per me √® il jazz) e cerchi il primo colonnino libero.
A quel punto hai di fronte la scelta di un numero di lettere che non va mai oltre le cinque, massimo sei. Dalla B alla F. Elenco telefonico alla voce musicisti: Baker Chet, Coleman Ornette, Davis Miles, Evans Bill, Fresu Paolo.

E così puoi o pescare nel mazzo, quasi senza guardare, saltando di lettera in lettera. Oppure farti la playlist per autore. Io mi sono ciucciato quasi tutto John Coltrane. Prendi il cd, pizzichi il laser, ci passi il codice e ascolti.
Vagoli per i quartetti storici, l’orchestra con Duke Ellington, le Impressions e tutto il resto. I brani non sono mai pi√Ļ di un minuto, e ti resta sempre l’acquolina in bocca per sapere come va a finire quel pezzo.
Ogni tanto sbuca dalle cuffie una musichetta, alla Britney Spears e alla prima volta resti di sasso. Non √® nulla: solo che quel cd non sta nell’archivio.
Il bello √® che passi di cd in cd con una velocit√† vertiginosa. Se sei fortunato, o hai cap√†to bene, (e con Coltrane √® impossibile non farlo) ti viene voglia di mettere tutto nel carrello e comprare l’opera omnia.
Cos√¨ facendo ho scoperto quanto Diana Krall sia pi√Ļ brava a suonare il pianoforte che a cantare. Ho ritrovato il vecchio Arigliano che invece regge sempre bene, e sarebbe da comprare quel cd con Michele Ascolese e Massimo Moriconi.
Se non ti fissi su un autore – insomma – punti alla roulette della musica, scommetti e speri che esca il numero giusto.
Il gioco ha un senso soprattutto se non acquisti nulla. Non vai lì per comprare. Ma per farti indigestioni insane e smozzicate di suoni amati. Esci e ti ritrovi confuso, pieno di note, improvvisazioni, pezzi e bocconi di voci, ottoni e sax.
Agiti per qualche minuto, e servi ghiacciato nella capoccia.
Stai certo che quando uscirai e te ne andrai a zonzo per la citt√†, quei suoni ti ritorneranno in mente a rate. Come dopo una seduta ipnotica le canzoni arriveranno nelle orecchie all’improvviso. Sar√† una piacevole sorpresa scoprire che come casualmente le hai ascoltate, cos√¨ senza annuncio le note suoneranno, passando allegre di palo in frasca.


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  • 3 Commenti al post “Musica random in dosi omeopatiche”

    1. Gaia
      gennaio 29th, 2004 17:55
      1

      E perch√® qui alla Feltrinelli di Bologna questa cosa dei colonnini non c’√®? Ma siamo impazziti????

    2. n.
      gennaio 29th, 2004 19:20
      2

      l’editor e l’eccesso di zelo. lo scrivente e l’uso del romanaccio. ant√≤ io s√≤ mezzo-coatto e infatti avevo scritto “hai cap√†to bene” (gergo da mercato rionale, e dicesi di capare la verdura, nel senso di sceglierla o pulirla) tu hai tradotto “hai capito bene”. secondo me funziona lo stesso. cap√†re per capire in fondo √® uguale, no? ma te lo volevo d√¨ lo stesso.

    3. antonio
      gennaio 29th, 2004 19:58
      3

      il bello √® che c’ho pensato su un bel po’, ahahah, poi ho tirato una monetina per decidermi.
      Adesso ho capàto che mi sbagliavo. :)

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