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	<title>Commenti a: La memoria dei luoghi</title>
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		<title>Di: audrey</title>
		<link>http://www.webgol.it/2003/12/15/la-memoria-dei-luoghi/comment-page-1/#comment-13896</link>
		<dc:creator>audrey</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2006 00:14:32 +0000</pubDate>
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		<description>sono stupefatta!sono giorni che penso alla mia tesi sui nonluoghi;ho letto Marc Augè e Stefano Calabrese ne &quot;I nonluoghi in letteratura&quot; che consiglio &quot;agli addetti ai lavori&quot; e non sono riuscita ad arrivare a qualcosa che mi facesse suonare il campanello. vagando su internet ho trovato in un colpo solo un blog in cui ben tre giornate sono state dedicate a digressioni sui nonluoghi(già mi pareva di toccare il cielo)e un commento di una studentessa che voleva fare la tesi sui nonluoghi di roma....è STATA LA MIA PRIMA IDEA!!!leggendo ho pensato ma allora è possibile fare una tesi sui nonluohi di roma. il mio relatore si tesi è di Teoria della Letteratura e quindi il mio problema è trovare dei ROMANZI, dei TESTI che parlino dei nonluoghi, perchè di testi sociologici se ne trovano ma è la narrativa che faccio difficoltà ad incontrare. desideravo trovare dei romanzi ambientati in nonluoghi romani, nello specifico: i mezzi di trasporto quali tram, metro e taxi. forse il problema è che sono dei non-nonluoghi? ovvero ormai dei luoghi?mi spiego, quando parliamo di metro in termini di nonluogo a cosa ci riferiamo? ai vagoni? all&#039;edificio?non l&#039;ho capito, nel primo caso potrei anche pensare che all&#039;interno di un vagone metro chiudendo gli occhi e riaprendoli si potrebbe pensare di essere ovunque ma nel secondo caso gli edifici della metropolitana sono sempre più differenziati e identificabili; le fermate della metro A di roma sono diverse le une dalle altre, hanno un&#039;identità. la metropolitana di napoli è ancora più identificata, sembra di entrare in un museo di architettura postmoderna. qual è il punto? è come dice lei, che dopo un pò i nonluoghi diventano luoghi, per osmosi? per inerzia? perchè è inevitabile? oppure sarà che l&#039;uomo non sopporta sentir nominare nonluogo un &quot;posto&quot; come la metropolitana che ha un peso così rilevante nella quotidianità di tutti coloro che ne usufruiscono? è interessante. e gli autobus? e i taxi? a me non sembrano tutti uguali nel pianeta. un taxi a beirut non è un taxi a new york city. non è che il punto è un altro? forse i mezzi di trasporto non sono nonluoghi veri e proprii, sono uguali in tutto il pianeta perchè svolgono la stessa funzione ma non sono uguali. e gli aeroporti? a me non sembrano tutti uguali, c&#039;è differenza tra l&#039;aeroporto di barcelona el prat e quello di venezia marco polo, credo abbiano un&#039;identità in realtà. non è che abbiamo generalizzato ed esagerato accettando di utilizzare e sdoganare il termine nonluogo? non è che i nonluoghi non esistono, esistono solo luoghi uguali in misura più o meno rilevante? se è l&#039;uguaglianza di riferimenti all&#039;interno di essi, se è il fatto che sono uguali ovunque  e che quindi infondono sicurezza e tranquillità perchè non hanno identità e non ci chiedono niente in cambio a meritar loro l&#039;etichetta di nonluogo allora a me viene da pensare che esistono delle nonpersone. non mi riferisco al significato che si dà normalmente a questo termine ovvero quello di emarginati sociali, extracomunitari et cetera ma alle persone che si vestono tutte uguali in diverse città d&#039;italia (dire in tutto il mondo per fortuna non è ancora possibile; se chiudi gli occhi quella ragazza o quel ragazzo potresti averlo visto in qualsiasi parte d&#039; Italia vestito con quel bomber, quei jeans neri stretti e quegli anfibi neri. non è che tutto ciò si chiama omologazione semplicemente? tutto si omologa e si appiattisce: il clima della terra, le idee, il commercio; le differenze si smussano ovunque ma proprio i posti che dovrebbero nascere come nodi congiunturali e per necessità tutti uguali rivendicano un&#039;identità: a roma le fermate della metro sono tutte diverse e ai luoghi con la &quot;L&quot; maiuscola cosa succede? forse tutte queste chiese cominciano a diventare un pò tutte uguali?no, non sono nè cinica, nè nichilista, nè tantomeno dissacratoria ma dopo questo flusso di coscienza pre/pro-tesi credo di aver capito qualcosa in più su quello che vorrei dal mio lavoro finale, non so se troverò letteratura in merito però. forse più che romanzi sui nonluoghi dovrei parlare dei romanzi che si leggono nei nonluoghi, mezzi di trasporto! ma allora sono dei nonluoghi sì o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono stupefatta!sono giorni che penso alla mia tesi sui nonluoghi;ho letto Marc Augè e Stefano Calabrese ne &#8220;I nonluoghi in letteratura&#8221; che consiglio &#8220;agli addetti ai lavori&#8221; e non sono riuscita ad arrivare a qualcosa che mi facesse suonare il campanello. vagando su internet ho trovato in un colpo solo un blog in cui ben tre giornate sono state dedicate a digressioni sui nonluoghi(già mi pareva di toccare il cielo)e un commento di una studentessa che voleva fare la tesi sui nonluoghi di roma&#8230;.è STATA LA MIA PRIMA IDEA!!!leggendo ho pensato ma allora è possibile fare una tesi sui nonluohi di roma. il mio relatore si tesi è di Teoria della Letteratura e quindi il mio problema è trovare dei ROMANZI, dei TESTI che parlino dei nonluoghi, perchè di testi sociologici se ne trovano ma è la narrativa che faccio difficoltà ad incontrare. desideravo trovare dei romanzi ambientati in nonluoghi romani, nello specifico: i mezzi di trasporto quali tram, metro e taxi. forse il problema è che sono dei non-nonluoghi? ovvero ormai dei luoghi?mi spiego, quando parliamo di metro in termini di nonluogo a cosa ci riferiamo? ai vagoni? all&#8217;edificio?non l&#8217;ho capito, nel primo caso potrei anche pensare che all&#8217;interno di un vagone metro chiudendo gli occhi e riaprendoli si potrebbe pensare di essere ovunque ma nel secondo caso gli edifici della metropolitana sono sempre più differenziati e identificabili; le fermate della metro A di roma sono diverse le une dalle altre, hanno un&#8217;identità. la metropolitana di napoli è ancora più identificata, sembra di entrare in un museo di architettura postmoderna. qual è il punto? è come dice lei, che dopo un pò i nonluoghi diventano luoghi, per osmosi? per inerzia? perchè è inevitabile? oppure sarà che l&#8217;uomo non sopporta sentir nominare nonluogo un &#8220;posto&#8221; come la metropolitana che ha un peso così rilevante nella quotidianità di tutti coloro che ne usufruiscono? è interessante. e gli autobus? e i taxi? a me non sembrano tutti uguali nel pianeta. un taxi a beirut non è un taxi a new york city. non è che il punto è un altro? forse i mezzi di trasporto non sono nonluoghi veri e proprii, sono uguali in tutto il pianeta perchè svolgono la stessa funzione ma non sono uguali. e gli aeroporti? a me non sembrano tutti uguali, c&#8217;è differenza tra l&#8217;aeroporto di barcelona el prat e quello di venezia marco polo, credo abbiano un&#8217;identità in realtà. non è che abbiamo generalizzato ed esagerato accettando di utilizzare e sdoganare il termine nonluogo? non è che i nonluoghi non esistono, esistono solo luoghi uguali in misura più o meno rilevante? se è l&#8217;uguaglianza di riferimenti all&#8217;interno di essi, se è il fatto che sono uguali ovunque  e che quindi infondono sicurezza e tranquillità perchè non hanno identità e non ci chiedono niente in cambio a meritar loro l&#8217;etichetta di nonluogo allora a me viene da pensare che esistono delle nonpersone. non mi riferisco al significato che si dà normalmente a questo termine ovvero quello di emarginati sociali, extracomunitari et cetera ma alle persone che si vestono tutte uguali in diverse città d&#8217;italia (dire in tutto il mondo per fortuna non è ancora possibile; se chiudi gli occhi quella ragazza o quel ragazzo potresti averlo visto in qualsiasi parte d&#8217; Italia vestito con quel bomber, quei jeans neri stretti e quegli anfibi neri. non è che tutto ciò si chiama omologazione semplicemente? tutto si omologa e si appiattisce: il clima della terra, le idee, il commercio; le differenze si smussano ovunque ma proprio i posti che dovrebbero nascere come nodi congiunturali e per necessità tutti uguali rivendicano un&#8217;identità: a roma le fermate della metro sono tutte diverse e ai luoghi con la &#8220;L&#8221; maiuscola cosa succede? forse tutte queste chiese cominciano a diventare un pò tutte uguali?no, non sono nè cinica, nè nichilista, nè tantomeno dissacratoria ma dopo questo flusso di coscienza pre/pro-tesi credo di aver capito qualcosa in più su quello che vorrei dal mio lavoro finale, non so se troverò letteratura in merito però. forse più che romanzi sui nonluoghi dovrei parlare dei romanzi che si leggono nei nonluoghi, mezzi di trasporto! ma allora sono dei nonluoghi sì o no?</p>
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		<title>Di: Chiara</title>
		<link>http://www.webgol.it/2003/12/15/la-memoria-dei-luoghi/comment-page-1/#comment-98</link>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2005 16:22:49 +0000</pubDate>
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		<description>sul concetto di nonluogo ho scritto una tesi di laurea, o meglio sto ultimando, dato che la mia sessione sarà a marzo, un lavoro sui nonluoghi nella letteratura romana, partendo dal capolavoro di Gadda,Quer pasticciaccio brutto de via Merulana,per poi esplorare Pasolini, ossia i nonluoghi creati dal fascismo in una Roma senza antichità,per poi giungere alla Roma &quot;straniera&quot; dei Superflui di Arfelli fino ai nonluoghi della modernità che circondano il Raccordo Anulare in una breve romanzo di Lodoli, I fannulloni. In questi romanzi così diversi ho cercato di applicare il concetto di nonluogo di Marc Augé ad una realtà frastagliata come quella di Roma, ed ho cercato di dimostrare come anche quei nonluoghi creati dalla storia, ma da essa dimenticata, come le borgate pasoliniane, con i lotti uguali, dove si muove una subumanità omologata nel linguaggio e nei gesti meccanici, possano diventare luoghi caratterizzati, o assorbire nella loro sterilità anche i luoghi riconoscibili di Roma.Oppure,per un discorso più attuale, ho evidenziato come i nonluoghi come i ritrovi notturni, gli squallidi palazzi di periferia, le palestre dei pugili, possano essere caratterizzati o caricati di senso più del Colosseeo o delle strade &quot;umbertine&quot;della capitale. il lavoro è molto ampio, poichè individua il nonluogo in ogni sua sfaccetatura. se ha materiale o pareri inerenti al mio lavoro la ringrazio anticipatamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sul concetto di nonluogo ho scritto una tesi di laurea, o meglio sto ultimando, dato che la mia sessione sarà a marzo, un lavoro sui nonluoghi nella letteratura romana, partendo dal capolavoro di Gadda,Quer pasticciaccio brutto de via Merulana,per poi esplorare Pasolini, ossia i nonluoghi creati dal fascismo in una Roma senza antichità,per poi giungere alla Roma &#8220;straniera&#8221; dei Superflui di Arfelli fino ai nonluoghi della modernità che circondano il Raccordo Anulare in una breve romanzo di Lodoli, I fannulloni. In questi romanzi così diversi ho cercato di applicare il concetto di nonluogo di Marc Augé ad una realtà frastagliata come quella di Roma, ed ho cercato di dimostrare come anche quei nonluoghi creati dalla storia, ma da essa dimenticata, come le borgate pasoliniane, con i lotti uguali, dove si muove una subumanità omologata nel linguaggio e nei gesti meccanici, possano diventare luoghi caratterizzati, o assorbire nella loro sterilità anche i luoghi riconoscibili di Roma.Oppure,per un discorso più attuale, ho evidenziato come i nonluoghi come i ritrovi notturni, gli squallidi palazzi di periferia, le palestre dei pugili, possano essere caratterizzati o caricati di senso più del Colosseeo o delle strade &#8220;umbertine&#8221;della capitale. il lavoro è molto ampio, poichè individua il nonluogo in ogni sua sfaccetatura. se ha materiale o pareri inerenti al mio lavoro la ringrazio anticipatamente.</p>
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