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10/12/2003

Luoghi senza memoria (e portafoglio)

di Antonio Sofi, alle 19:29

Aprire il portafoglio, please.

Cos’è un luogo? Uno spazio che ha una identità precisa, spesso conformata da un passato riconoscibile che lo innerva di senso, e ne segna le relazioni interpersonali. E un nonluogo? L’esatto contrario.

Se un luogo può definirsi identitario, relazionale e storico, uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico è un non luogo. Il contrario di una casa, una piazza, un quartiere. Sono luoghi generati dalla modernità che corre: gli aeroporti, le autostrade ma anche le stazioni di servizio, i centri commerciali, le grandi catene in franchising. Spazi che producono identità anonime e solitarie, relazioni contrattuali appiattite su un presente perpetuo: non luoghi funzionali, di volta in volta utili a utenti o consumatori. Passeggeri, per esempio, non viaggiatori. Persone mai. [...]

È l’incipit di un mio pezzullo uscito su Internet News di Dicembre, dal titolo “Il problema, nei non luoghi, è l’identità: acquistiamola!”, a corredo di un dossier sui call center. Se hai tempo e ti interessano questi argomenti, puoi leggerlo tutto qui (nella versione cartacea, purtroppo ma sono cose che succedono, il pezzo c’è ma la firma è saltata in stampa: un altro punto a favore dell’online?).

I call center, infatti (è d’altronde il mio modesto parere) sono del tutto riconducibili all’interno di una ottica perversa di pervasiva nonluoghizzazione della società. Ti giri intorno ed ecco ciò che vedi: luoghi vuoti, luccicanti, rassicuranti.
I call center, esattamente come i nonluoghi teorizzati dallo studioso francese Marc Augè ormai più di dieci anni fa, non sono né identitari, né relazionali, né storici. Si compongono di identità vuote, vivono un eterno presente, e attivano relazioni traballanti, difficoltose, ambigue.
Forse anche perché, al contrario di altri nonluoghi, non sono a pagamento.
Ecco spiegato perché, provocatoriamente ma non troppo, la soluzione da me proposta è quella di istituire numeri a pagamento – altro che numeri verde anche dal cellulare.
Per acquistarla, una identità definita, e attivare una relazione contrattuale vera, a tutti gli effetti.
Aprire il portafoglio, please, e poi ne riparliamo.

Ma il tema dei nonluoghi è un tema che (mi) porta lontano.
All’Italia e al disprezzo del territorio, ai paesi baltici, all’11 settembre, ad un pallone che ruzzola e illumina.
Continua e finisce domani…


  • La memoria della memoria
  • La memoria
  • Corpi Estranei III – Tra le foglie, nelle fratte
  • Self-help blog II

  • Nessun commento al post “Luoghi senza memoria (e portafoglio)”

    1. Il mappamondo
      dicembre 22nd, 2007 00:13
      1

      Vulcano buono, il mega centro commerciale (ma la definizione ufficiale è “centro servizi”) progettato da Renzo Piano e inaugurato da Romano Prodi qualche giorno fa (qui foto e un video). Impressionante. Unnon luogo(tanto per citare l’amico Tonino Sofi) capace di raccogliere ogni giorno l’arrivo di migliaia di non-persone. Affascinate, spaesate, con portafoglio gonfio di buone intenzioni. Al di là dell’architettura griffata, è un posto che confonde.

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