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04/12/2003

Un giorno un mio amico mi disse ┬źnulla mi fa sentire vecchio come ricordarmi le cose┬╗

di Webgol, alle 20:02

di Franco Bellacci

il Grande TorinoSe chiedete alle persone che mi conoscono un esempio di persona dotata di memoria, molto probabilmente diranno il mio nome. Non lo so se io sono una persona con molta memoria, vediamo un po’? Comincio subito col dare alcuni elementi che dimostrano l’opposto: a parte il «mi illumino d’immenso» credo di sapere dall’inizio alla fine non più di 4/5 poesie oltre alla formazione del Grande Torino, 3 o 4 canzoni (da recitare senza musica), conosco la parte più importante dell’inno d’Italia, ma questo è facile alle medie il frate che ci insegnava musica ce lo ha fatto cantare tutte le settimane.

Da quando esistono i cellulari non più ho imparato un numero di telefono, di numeri di cellulari ne conosco 2, di cui 1 è il mio. Un po’ meglio riesco con le mail, in questo caso arrivo ad una decina. Anche con le targhe sono un disastro, fino a che c’era la provincia e il numero, me le ricordavo facilmente, ora al massimo ricordo le prime due lettere. Credo di ricordarmi in fila tutte le squadre che hanno vinto la Coppa Campioni, ma questa è una cosa che potrei dimenticare e che non serve veramente a niente. Però diciamo la verità, non sono cose importantissime: non sono un vigile urbano, se devo scrivere una mail probabilmente avrò anche il modo di reperire l’indirizzo, nei cellulari c’è la rubrica, se c’è la musica in sottofondo le canzoni si ricordano facilmente, e le stesse poesie non è poi fondamentale impararle a memoria.
In altri casi però avere una buona memoria è fondamentale per evitare brutte figure: se ad esempio conoscete una persona «ciao, io sono Mario», gli date il numero di telefono, e un giorno vi arriva una telefonata «ciao, sono Mario», è importante ricordarsi chi è questo Mario.
Io probabilmente non lo ricorderò. Come non ricordo le facce delle persone che ho appena intravisto, e per questo non riesco a capire come ci sia qualcuno che riesca a ricordarsi di aver incrociato una persona che non aveva mai visto, un anno prima in un tale posto. Io per questo spero, per il bene delle persone che rischierei di mettere nel mezzo, di non dover mai essere chiamato a testimoniare in qualche processo. Allora, perché ci sono persone disposte a giurare che io sono una persona dotata di grande memoria, fino al punto che qualcuno più di una volta mi abbia chiamato per chiedermi dove eravamo quel giorno e cosa abbiamo fatto di preciso? Perché per i misteriosi meccanismi che regolano la memoria, gli eventi della mia vita li ricordo benissimo, anche nei particolari più apparentemente più irrilevanti.
corpions a Firenze, 1984, fotografati da Bellacci in persona...Qualche giorno fa un mio amico mi fece questa domanda «te lo ricordi il primo concerto?», «come no? – risposi – 7 novembre ’84 gli Scorpions al teatro Tenda, prendemmo il treno alle 4,10 da Campo Marte al Teatro Tenda andammo a piedi (sic!)ÔÇŽ» (segue narrazione di circa un’ora) «…al ritorno prendemmo il treno di mezzanotte e quaranta e a chi aveva fatto il biglietto andata e ritorno il controllore fece la multa, perché il biglietto non era più valido».
E’ vero che il primo concerto non si dimentica facilmente, ma così potrei raccontare tantissimi eventi che riguardano la mia vita: dal gol di Sanon all’Italia, alle magnifiche sconfitte juventine in Coppa Campioni, passando per il gol di Bertuzzo al Toro il primo ottobre del ’75. Da quando arrivò la tv a colori in casa, all’esame di maturità: non solo l’esame, ma dove eravamo quando uscirono le materie, fino ai giorni successivi all’esame. E questi sono solo pochi esempi.

Insomma quando qualcosa mi entra dentro, non esce più.
Avere una memoria così ha i suoi vantaggi, ti ricordi di tante cose belle, ti chi ti ha voluto bene, di chi ti ha aiutato, come ti ricordi dei torti e di chi te li ha fatti, e questo magari è meno bello. Una memoria così credo, ma non ho la riprova, complichi il superamento degli affetti, ma forse no.
Avere una grande memoria porta con sé una grande fatica: un confronto perenne con il passato. Per voi, comunque è importante sapere una cosa, se passate un giorno con me, segnatevelo nell’agenda, che se poi qualcuno vi dovesse chiedere conto di quel giorno, io un alibi ve lo fornisco di sicuro.


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