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03/12/2003

Nel settembre del ’43 non avevo ancora compiuto due anni…

di Webgol, alle 20:04

di Giuseppe Masi, storico

Italian campaignDa sempre la guerra ha rappresentato, a mio parere, un macrocosmo, arricchito di elementi fantastici e popolari e questa componente è entrata nell’immaginario collettivo, segnando una svolta precisa nella comune percezione del vissuto personale. In ognuno di noi, grande o piccolo, le fratture, introdotte dagli eventi bellici, hanno lasciato un ricordo diretto, un’immagine più o meno concreta, richiamati alla mente come testimonianza soggettiva di un’infanzia o di una giovinezza lontane.
In coloro i quali vissero quelle giornate da fanciulli, oggi, uomini maturi, permane, ancora (è il mio caso), un labile segno, che, pur localizzato nello spazio e nel tempo, si mantiene vivo, quasi a rievocare che quel momento non è trascorso invano. D’altra parte cancellare il ricordo di queste “schegge” significherebbe rimuovere una stagione della propria esistenza.


Nel settembre del ’43 non avevo ancora compiuto due anni.
Il 3 gli inglesi attraversavano lo stretto di Messina e si apprestavano a risalire la penisola per ricongiungersi con gli americani, che nella mattinata del 9 sbarcavano a Salerno. Nel primo pomeriggio di una bella giornata settembrina giocavo sul ballatoio davanti casa, con acqua e sabbia a fare il “muratore”. Il mio gioco venne distratto dal passaggio di camions militari inglesi (fino a quando non ho studiato la Storia li ho creduti americani).
Il paese era attraversato da un’unica strada, la statale 18 tirrenica calabrese, un’arteria che, allora, seguiva un percorso lungo le colline, collegando i piccoli paesi affacciati sul mare. Ho, subito, invocato una “Ckenny” (un gergo in uso in quei giorni) e, in cambio, un soldato, appoggiatosi al finestrino, mi ha buttato un qualcosa. Sono corso dentro a far vedere il contenuto a mio padre. Era una cioccolata.

E’ una storia che non si ritrova nei documenti, ma essa, tuttavia, ci consente di scriverne una, nella quale l’uomo (allora un fanciullo) diventa il protagonista.


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