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25/11/2003

Quando è il momento di ricordare

di Webgol, alle 00:12

di Proserpina

Si parla dei ricordi quando è il momento di farlo, quando li interpelliamo come fossero supereroi: chiamati, loro giungono.
E non c’è mai un caso, non esiste l’involontarietà nei ricordi. E’ tutto studiato fino al minimo dettaglio. Quando ricordi qualcosa è perchè hai pescato – consapevolmente o inconsapevolmente – con uno dei tuoi sensi, con un’associazione di pensiero, con un sogno, uno dei sassolini della sacca del passato.
Ieri in treno. Io e Antonellina parliamo di ricordi e me ne vengono in mente due. Come lampi. La memoria si squarcia e tutto sparisce, ne escono brillanti solamente due, perfetti, lucenti, identici nella loro diversità. Unici.

Non capisco perchè proprio loro, solo loro due, giusti e perfetti, assieme.

Settembre 1983. Un pavone in gabbia, nella notte.
Avevo 2 anni ed ero appena caduta dallo scivolo sbattendo la testa e rischiando di morire lì, per terra, davanti agli occhi di tutti. Ma mio padre mi aveva tempestivamente salvata. E quando ho riaperto gli occhi mi ha portata a vedere i pavoni nel recinto.
Io ricordo quello. Un pavone di notte. E la sensazione che lì in quella notte con i miei genitori accanto nulla mi sarebbe potuto succedere.

Settembre 2003. La sua pelle contro la mia, blackout.
Tutto cade nel buio. Ad un tratto i rumori spariscono e resta solamente il silenzio, non si sa perchè, è come essere caduti in un buco nero. Sento la sua voce, e la mia, e i corpi che si avvicinano, e la voglia di lui.
La stessa sensazione di 20 anni prima. Che lì in quella notte con lui accanto nulla mi saarebbe potuto succedere.


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