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25/11/2003

L’odore dei frati

di Enrico Bianda, alle 01:36

Odorito numero uno
La collina delle croci, a Siauliai, LituaniaSe non fosse per il clima mistico religioso ci si farebbe piu attenzione.
Ma dopo il secondo giorno che si vive dentro l’eremo francescano di Siauliai si comincia a percepire una fragranza che impregna tutto, dal refettorio alle doccie (non comuni). Ma resta comunque una sottile sensazione, cui per molto ancora non si riuscira’ a dare un’identita’ olfattiva. Sembra anzi che l’imperativo categorico un odore e’ totale si vanifichi in questa dimensione da saio temporale.
Eppure qualcosa di sottilmente penetrante in questo odore diffuso c’e’.
Poi si inizia un piccolo tour eno-gastro-olfattivo nelle fattorie dei contadini che vivono nella campagna attorno alla collina delle croci (Donute Cepuliene e Daumantai) e la sensazione che un morbo silenzioso e penetrante si stia impossessando delle nostre narici cresce. Cresce invadendoti il cervello. E’ lo stesso odore, ovunque, in ogni luogo chiuso nei dintorni di questa Collina-Golgota. Finalmente la rivelazione, e altra parola non potrebbe essere piu’ appropriata: sotto il letto di una coppia di anziani contadini (lui cirrico epatico, lei ex deportata in Siberia) scorgo con sorpresa una fila di barattoloni con cetrioli bozzoli sotto aceto.
La rivelazione mi tramortisce, l’odore ha un’anima, i preti sono, il loro odore e’. Ha, me!
Me lo portero’ fino a Riga prima, e a Tallin all’alba del giorno dopo, e si meticcera’ con altri odori di cui parlero’ presto.
L’odorito lituano e’ cetriolo misto pantofola.


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