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21/11/2003

Minchi lettoni

di Antonio Sofi, alle 01:29

Quasi non lo riconosco piu’, per quanto e’ diventato bello, sto pupattolo di blogghe. Una cura intensiva di bellezza e di intelligenza. Di certo fara’ i capricci al nostro ritorno, abituato come sara’ a tutte questi pranzetti meravigliosi, e una volta che si rendera’ conto che gli tocchera’ sorbirsi di nuovo il nostro solito orrido pappone. Grazie di cuore, davvero.
Piove, piano e fitto, che dopo un po’ smetti di accorgertene, anche se tutto s’inzuppa. Pare che da queste parti sia cosi’ per la maggior parte dell’anno. Riga, Lettonia, stazione degli autobus, in attesa di proseguire per Tallin, Estonia. Sono tutti pieni, cosa che ci costringerebbe a fermarci un giorno qui. A meno, pare, di non sgomitare all’arrivo di una corsa proveniente dalla Germania, che non si sa quando arrivera’ (il range e’ spaventoso: dalle 3 alle 6). Li’ ho suggerito ad Enrico di utilizzare la tecnica ’64-a-roma-nell’ora-di-punta’ , piazzandosi a ragno davanti alle porte scorrevoli. Temo i competitor lettoni pero’, che proprio pesi leggeri non sono. Intanto, il mio obiettivo intermedio e’ convincere Enrico a mangiare un minchio lettone che si vende per strada come il lampredotto e che pare del tuto simile al bombolone estivo da spiaggia, ma, se possibile, piu’ unto. Cosa ci sia all’interno e’ un mistero che speriamo di scoprire, possibilmente senza soccombere nell’ardita prova.


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