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Post scritti nel novembre, 2003

30/11/2003

Webgol featuring 5 bloggers

di Webgol, alle 23:57


(Com’è la memoria? Piovosa. Sorprendente. Ricca.)

Per chi si fosse già dimenticato, una breve sintesi delle puntate precedenti.

Webgol si trasferisce per una decina di giorni nelle fredde regioni baltiche, invece di chiuder bottega, lascia il blog nelle mani di cinque blogger. A mo’ di ringraziamento o supplizio, dipende dai punti di vista. Quello che esce fuori è una settimana piena di splendidi interventi, sul tema della memoria, che hanno allargato e insieme approfondito il tema, che meritano ulteriore seganalazione, casomai qualcuno se le fosse perse (sebbene, se così fosse, bisognerebbe lasciare loro nella beata ignoranza). Noi ne andiamo giustamente fieri.

Il ricordo e il suo doppio, (carnefresca), Come si sceglie un ricordo? e cosa obliare (Proserpina), Cos’è la memoria per i bimbi, lo scrivono loro stessi (Gaia Capecchi), Falsi ricordi (Lorenza Contaminazioni), Il mistero della cozza (Antonella Fulci), Cinque sensi un ricordo (Pros), I ricordi si conservano, scontrini usati e biglietti del treno(Carn), Due (Gaia), Italo svevo, vita lettaturizzata (Cont), La casa dei doganieri (Gaia), Javier Marìas (Carn), Quando è il momento di ricordare (Pros), La memoria è come un guanto (Gaia), Memoria storica e l’amore per il racconto della storia (Cont)

27/11/2003

Il silenzo degli estoni

di Enrico Bianda, alle 01:33

(Odorito numero due)
Tallin, EstoniaUn interrogativo mi consuma: puo’ un silenzio essere profumato? Puo’ emanare qualche odore particolare? Forse si.
La risposta arriva dalle strade di Tallin dopo due giorni di neve continua. La neve filtra gli odori, li annulla, li addomestica oppure li consuma. Il silenzio degli estoni e’ come il profumo della neve: si congiungono, si ammaliano. La neve attutisce i rumori e affievolisce gli odori.
Taverne, caffe’, ristoranti, musica e movimenti intrappolati in un fermo immagine olfattivo e percettivo. Si cammina in una bolla temporale. Nemmeno gli sfiati di vapore dai casermoni russi del quartiere di Lasnamac presso Tallin riescono nel freddo nevoso di un mattino ad avere qualche odore. Niente.
Si pensa e si vive in una dimensione di trasferimento sensoriale. La neve assorbe, il rumore resta negli edifici, si affaccia alle finestre.
Sono occhi che guardano le strade, i marciapiedi contando i fiocchi di neve, pazienti. Si stemperano nel bianco manto nevoso.
Il silenzio degli estoni e’ il silenzio odoroso della neve.

26/11/2003

Memoria storica

di Webgol, alle 00:05

(sono una professoressa e quindi perdonatemi se faccio discorsi da professoressa)
di Lorenza Contaminazioni

E’ cosi’ difficile per un adolescente, oggi, comprendere perche’ viene obbligato a studiare la storia: la storia dei fatti, ma anche la storia della lingua, la storia della letteratura, la storia della filosofia, la storia dell’arte…
Non vale spiegare con pazienza che la nostra vita individuale e’ impastata di storia, che quello che siamo, i nostri desideri, le nostre pulsioni, i nostri sentimenti, tutto cio’ che in noi appare piu’ naturale e istintivo ha una sua storia, ha una sua genesi sociale e collettiva, non nasce dal nulla, non e’ natura o biologia ma e’ sempre e soprattutto cultura.

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25/11/2003

L’odore dei frati

di Enrico Bianda, alle 01:36

Odorito numero uno
La collina delle croci, a Siauliai, LituaniaSe non fosse per il clima mistico religioso ci si farebbe piu attenzione.
Ma dopo il secondo giorno che si vive dentro l’eremo francescano di Siauliai si comincia a percepire una fragranza che impregna tutto, dal refettorio alle doccie (non comuni). Ma resta comunque una sottile sensazione, cui per molto ancora non si riuscira’ a dare un’identita’ olfattiva. Sembra anzi che l’imperativo categorico un odore e’ totale si vanifichi in questa dimensione da saio temporale.
Eppure qualcosa di sottilmente penetrante in questo odore diffuso c’e’.
Poi si inizia un piccolo tour eno-gastro-olfattivo nelle fattorie dei contadini che vivono nella campagna attorno alla collina delle croci (Donute Cepuliene e Daumantai) e la sensazione che un morbo silenzioso e penetrante si stia impossessando delle nostre narici cresce. Cresce invadendoti il cervello. E’ lo stesso odore, ovunque, in ogni luogo chiuso nei dintorni di questa Collina-Golgota. Finalmente la rivelazione, e altra parola non potrebbe essere piu’ appropriata: sotto il letto di una coppia di anziani contadini (lui cirrico epatico, lei ex deportata in Siberia) scorgo con sorpresa una fila di barattoloni con cetrioli bozzoli sotto aceto.
La rivelazione mi tramortisce, l’odore ha un’anima, i preti sono, il loro odore e’. Ha, me!
Me lo portero’ fino a Riga prima, e a Tallin all’alba del giorno dopo, e si meticcera’ con altri odori di cui parlero’ presto.
L’odorito lituano e’ cetriolo misto pantofola.

25/11/2003

Quando è il momento di ricordare

di Webgol, alle 00:12

di Proserpina

Si parla dei ricordi quando è il momento di farlo, quando li interpelliamo come fossero supereroi: chiamati, loro giungono.
E non c’è mai un caso, non esiste l’involontarietà nei ricordi. E’ tutto studiato fino al minimo dettaglio. Quando ricordi qualcosa è perchè hai pescato – consapevolmente o inconsapevolmente – con uno dei tuoi sensi, con un’associazione di pensiero, con un sogno, uno dei sassolini della sacca del passato.
Ieri in treno. Io e Antonellina parliamo di ricordi e me ne vengono in mente due. Come lampi. La memoria si squarcia e tutto sparisce, ne escono brillanti solamente due, perfetti, lucenti, identici nella loro diversità. Unici.

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25/11/2003

Guanto

di Webgol, alle 00:09

di Gaia Capecchi

Il ricordo è un guanto di lana spaiato. Puoi lasciarlo per anni sotto pile di maglioni, calze e mutande. Poi un giorno ti salta fra le mani e te lo infili: magari ti va a pennello. Magari invece è un po’ slabbrato, logoro. A volte invece si è ristretto e non è colpa di nessuno. Oppure scopri un buco proprio lì, all’interno, fra il pollice e l’indice. E’ allora che va buttato – ma non lo butti mai.

24/11/2003

Sbarellamento zen

di Webgol, alle 00:20

Memoria insufficente al Von Krahli Baar, Tallin, Estonia.

Scena unoAcquisizione dati tipo elicottero di Matrix. Ma, memory card insufficente. Dati eccedenti. Stato euforico. Il giallo domina: esperienza sensoriale non in archivio.
Scena dueTroppo Matrix. Sbarellamento zen. Modalita’ non piu’ operativa: stato bonzo eunuco catatonico. Resettamento cervello: ctrl-alt-canc. Riavvio sistema, trovare driver di periferiche funzionanti.
Scena tre – Nirvana percettivo. Consapevolezza retroattiva: distanza generazionale incolmabile. Sbroccamento definitivo. Fusione hard disk. Sbriciolamento ormonale e assorbimento alcoolico testosteronico.
Finale – Ripristino sistema, con qualche difficolta’.

24/11/2003

Un uomo crudele.

di Webgol, alle 00:17

di Carnefresca
passaportoE’ che da una vita, a prescindere, sto pensando di scappare, prendere le bagattelle e infilarle in un bagaglio a mano, farmi prendere per mano e cercare un aereo che per un weekend mi porti via.
Nella mia memoria ci sono luoghi e sul mio passaporto la reliquia più bella è il timbro di Narita.
Mi farei rubare tutti gli eurocent che ho senza battere ciglio, tutto, anche la borsa, il cappotto, le mutande, basta che mi lascino il passaporto, solo per quel timbro. Prima di morire, come si suol dire, c’erano due luoghi che volevo visitare e che ho visto. Uno era Tokyo e l’altro era Parigi, il cimitero di Père Lachaise, per omaggiare la sfinge di Wilde. Entrambi sono stati viaggi simbolici, nel senso che nella mia vita e nella mia mente, a tutti i costi, almeno una volta avrei dovuto incontrare quel cielo e quelle spoglie che avevano accompagnato tutto il mio percorso di insonne adolescenziale.
Corrispondenza di amorosi sensi, la chiamano alcuni.

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23/11/2003

La casa dei doganieri

di Webgol, alle 00:23

di Gaia Capecchi
La memoria: argomento privilegiato della poesia, eh, certo, che discorsi.
Se poi il poeta è Eugenio Montale e la donna ispiratrice è quella Annetta-Arletta che nelle giovani estati di Monterosso ardiva farsi fotografare sorridente insieme a un cane, beh, insomma, finisce che la poesia si fa capolavoro e tu rimani a bocca aperta a rileggerla, ogni volta; ogni volta come la prima, agghiacciata da quell’abisso di dimenticanza di cui lei si è avvolta e frastornata invece dalla matassa di ricordi di cui lui si ostina a tenere un capo.

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22/11/2003

Il lamento della professoressa

di Webgol, alle 00:25

di Lorenza Contaminazioni

Maledetti professori, specialmente quelli di lettere.
Si portano sempre sulle spalle il loro fardello di letture scolastiche, di lezioncine maldigerite, di chiacchiere letterarie che nessuno ha piu’ tempo di ascoltare. In molti di loro dorme il germe dello scrittore incompreso, dell’intellettuale fallito, del critico arguto, dell’accademico di successo, di quello che “avrebbe voluto, ma non ha potuto”, perche’ ingannato dalle mille trappole della vita.
Ancora imberbi studentelli, avevano immaginato diverso il loro destino: in compagnia dei grandi autori, loro stessi trasformati in entusiasti predicatori della cultura, pronti a sacrificare sonno ed energie alla causa dell’umanesimo… E invece si ritrovano quotidianamente a fare i conti con pratiche burocratiche di misera levatura, con alunni riottosi e distratti, con famiglie polemiche e poco sensibili.

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21/11/2003

Minchi lettoni

di Antonio Sofi, alle 01:29

Quasi non lo riconosco piu’, per quanto e’ diventato bello, sto pupattolo di blogghe. Una cura intensiva di bellezza e di intelligenza. Di certo fara’ i capricci al nostro ritorno, abituato come sara’ a tutte questi pranzetti meravigliosi, e una volta che si rendera’ conto che gli tocchera’ sorbirsi di nuovo il nostro solito orrido pappone. Grazie di cuore, davvero.
Piove, piano e fitto, che dopo un po’ smetti di accorgertene, anche se tutto s’inzuppa. Pare che da queste parti sia cosi’ per la maggior parte dell’anno. Riga, Lettonia, stazione degli autobus, in attesa di proseguire per Tallin, Estonia. Sono tutti pieni, cosa che ci costringerebbe a fermarci un giorno qui. A meno, pare, di non sgomitare all’arrivo di una corsa proveniente dalla Germania, che non si sa quando arrivera’ (il range e’ spaventoso: dalle 3 alle 6). Li’ ho suggerito ad Enrico di utilizzare la tecnica ’64-a-roma-nell’ora-di-punta’ , piazzandosi a ragno davanti alle porte scorrevoli. Temo i competitor lettoni pero’, che proprio pesi leggeri non sono. Intanto, il mio obiettivo intermedio e’ convincere Enrico a mangiare un minchio lettone che si vende per strada come il lampredotto e che pare del tuto simile al bombolone estivo da spiaggia, ma, se possibile, piu’ unto. Cosa ci sia all’interno e’ un mistero che speriamo di scoprire, possibilmente senza soccombere nell’ardita prova.

21/11/2003

dhcmrlchtdj

di Webgol, alle 00:32

(ovvero degli esagoni, ovvero dei cassetti, ovvero della carta, ovvero del telefono, ovvero dei disegni, ovvero dell’amore, ovvero dell’hard-disk.)
di Carnefresca

Nel mio hardisk...Ci sono due estremi e in mezzo agli estremi le infinità di variazioni in termine, si insegna.
Le più disparate, le più necessarie, assolutamente infinitesimali.
E se a sinistra, dunque, stanno quelli che non conservano niente, fanno piazza pulita di tutti i fogli della scrivania, non hanno nemmeno da parte il biglietto di un concerto e cancellano qualsiasi e-mail tanto dalla posta ricevuta che da quella in arrivo che da quella quella inviata e hanno l’hard-disk vuoto come ogni perfetto criminale, la destra è piena di quelli che sotto il letto accumulano scatole di scarpe, con dentro le scarpe di cinque anni prima, che hanno gli scontrini volatili nel portafogli e nelle pagine dei libri che hanno comprato, e il biglietto del primo treno preso in vita loro.
I cassetti strabordano di fotografie e il computer all’avvio grida di dolore per dover caricare le decine e decine di icone di collegamento alle varie cartelle che archiviano i dati. La posta eliminata è piena dello spamming ricevuto dal primo giorno in cui il fischio del modem a 56k ha lanciato il nulla osta allo scambio concordato di byte tra uomo e bot, e non sarà svuotata mai.

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21/11/2003

Due

di Webgol, alle 00:27

di Gaia Capecchi

Ti ricordi,
ti ricordi? Io sì, ma
tu, tu? Tu eri
lì e io
no. Tu cercavi
di
e io no.
Ti ricordi? Quand’eravamo troppo lontani
da
troppo vicini
a
e invece no,
tutto cadde
e si sfranse
e si sparse per
terra con colpi
corti secchi spacchi
di carne
immemore.

Non ricordarsi quando
si deve
ma
ricordarsi (solo)
dopo:
peccato di risma mortale
imperdonabile
ai più ma a questi
due?

20/11/2003

Cinque sensi, un ricordo

di Webgol, alle 00:46

di Proserpina

Alla scrittrice non interessava altro che scrivere. E quello che la gente intorno le diceva, scivolava sui suoi sensi come pioggia sui vetri della mansarda.
Viveva lì ormai da tempo, e quando pioveva passava ore stesa sul letto a guardare le goccioline infrangersi sulle finestre.

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19/11/2003

La memoria dei bambini

di Webgol, alle 00:58

di Gaia Capecchi

I bambini. Ci avete mai pensato ai bambini, a cosa frulla nelle loro teste? Ma loro, sul serio, ce l’hanno dei ricordi? Hanno nostalgie, memorie, ripensamenti, laghi della rimembranza in cui sprofondarsi e da cui risalire? Quando noi ricordiamo, ricordiamo a volte di essere stati loro. E a loro dunque che resta, da ricordare? Avanza qualcosa? Loro scrivono così.

Com’è la memoria? Bella, strana, fantastica, straordinaria, sorprendente, utile, commovente, immensa, affascinante, divertente, importante, dispettosa, contorta, curiosa, piena, misteriosa, gioiosa, brutta, accogliente, il più delle volte maligna, divertente, come una biblioteca, spiacevole, strana, grande, emozionante, triste, allegra, irritabile, orrida, contenta, scherzosa, calma, silenziosa, vecchia, infantile, come un libro, odiosa, incontrastabile, ricca, piacevole, interessante, calda, faticosa, piovosa, inutile, significativa, noiosa, corta, affettuosa, paurosa, intrigante, lunga.

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