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25/10/2003

La dieta mediterranea non abita più qui

di Antonio Sofi, alle 23:25

Il concetto di dieta mediterranea viene coniato negli anni ’50 in seguito ai risultati di uno studio svolto sulla popolazione dell’Europa meridionale (e in particolare, Creta). Lo studio dimostrava che, a dispetto di un elevato apporto di grassi, quelle popolazioni avevano una bassissima incidenza di patologie cardiovascolari, di certi tipi di cancro e una maggiore aspettativa di vita rispetto ad altre zone d’Europa. Le principali caratteristiche di questa dieta, riassunte nella piramide alimentare, sono: abbondanza di cibo vegetale (frutta, verdura, cereali, noci e legumi); olio di oliva come la principale fonte di grassi; pesce e pollo consumati in modeste quantità; basso consumo di carne rossa; moderato consumo di vino, normalmente con i pasti.

Ora. Lasciamo perdere i risultati dei commenti a questo post che se li leggesse un dietologo cambierebbe mestiere, irrimediabilmente sfiduciato, e andiamo per punti.

Può essere utile un elenco modello test, per misurare la aderenza al regime di dieta mediterranea, italico vanto.

Tutti i giorni 4-5 porzioni di frutta e verdura? (forse non è chiaro: 4 o 5 porzioni, non mentite o vado a intervistare il vostro ‘fruttarolo’ che di certo piange miseria)
Olio d’oliva (a crudo) come principale fonte di grassi? (ovvero, non so cosa sia il burro, e non valgono le patatine untuose del McDonalds)
Pane e pasta tutti i giorni? (porzioni umane)
Carne una volta a settimana? (ahahahahahah)
Pesce due o tre volte a settimana? (anche il tonno in scatola, per esempio – così mi dicono ma non chiedetemi il perché)
Dolci una volta a settimana? (ahahahahahah)
Un bicchiere di vino o di birra durante i pasti? (è inutile sbronzarsi e poi giustificarsi adducendo il sacro rispetto delle tradizioni mediterranee: fuori pasto non serve a nulla)

E’ lampante che per molti di noi questo regime alimentare è una chimera del lunedì, o da inizio ferie: buoni propositi che evaporano dopo pochi giorni.
La realtà di una alimentazione urbanizzata e moderna è fatta di molta (molta) più carne, e molta (molta) meno frutta e verdura. Dolci non ne parliamo.
La classica dieta mediterranea è, paradossalmente in quanto figlia di un passato povero, ormai percepita come troppo costosa, in termini di soldi, tempo e attenzione, e di certo meno attraente di un regime a base eminentemente carnivora.
Certo, rimangono la pasta, l’olio d’oliva e il vino: per fortuna.
E il tonno. Anche in scatola. Sigh.
(grazie a F.S. per la consulenza medica)


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  • Il pasto è finito, andate in pace.

  • Un commento al post “La dieta mediterranea non abita più qui”

    1. lorenza
      dicembre 4th, 2006 23:04
      1

      Secondo me la più semplice è la zona, come tutte le diete quando inizi sembano un po’ strane ma poi ci si abitua e riesci a mantenerla…

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