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18/10/2003

Requiem per un film mai girato

di Enrico Bianda, alle 00:24

Lo scrittore e giornalista Manuel Vazquez Montalban, nato a Barcellona nel luglio del 1939, è morto questa notte a Bangkok. E’ stato poeta, romanziere, critico gastronomico, creatore di Pepe Carvalho, un curioso detective galiziano, amante della buona tavola. Enrico Bianda lo ricorda così, tra cinema, cibo e letteratura.

Requiem per un film mai girato
Auspicio visuale in omaggio alla morte dello scrittore Manuel Vasquez Montalban
di Enrico Bianda

Manuel Vasquez MontalbanNelle ultime pagine di un romanzo intitolato “Gli uccelli di Bangkok” ho trovato, tanti anni fa, una delle scene più belle mai scritte. […]
E’ una scena straziante, l’epilogo di una vicenda noir vissuta in gran parte nella città Tailandese, e che si chiude sulla battigia di una spiaggia di Barcellona. […]
Il colore di quelle pagine è il bianco, la luminosità di un pomeriggio invernale in riva al mare, quel colore bianco che trapassa le nuvole e che ti fa strizzare gli occhi anche se non c’è il sole. Tutto questo in una sequenza cinematografica che nella mia memoria non ha precedenti (anche se avrebbe avuto degli epigoni). Tutto finisce guardando quel cielo bianco, un doppio sguardo, quello del protagonista e quello di un uomo morente, che cerca in quel cielo “un appiglio per non cadere nel pozzo della morte”.
Il punto sta proprio qui. E’ una sequenza scritta per il cinema, senza che al cinema sia mai arrivata.
E’ restata li, nascosta tra le pagine, camuffata da romanzo bellissimo, quando forse era una sceneggiatura indimenticabile. E mi sono sempre domandato come mai nessuno avesse mai pensato di realizzarne un magnifico film. Ho trascorso molti anni a ripassarmi tra le mani questo libro, che oggi porta i segni dei viaggi, dei cambi improvvisi e segreti di proprietario, fino a che lo scorso anno non è tornato fortunosamente tra i miei scaffali. E riprenderlo scorrendo qualche pagina, favoriva il rinascere del vecchio interrogativo.
Ma perché nessuno ha mai fatto un film da questo romanzo?



Spesso ho immaginato chi poteva mettersi dietro alla macchina da presa.
Un po’ come in quei giochi che si fanno, terminata la lettura di un romanzo, le facce e le voci si rincorrono fino a che non abbiamo composto il nostro cast formidabile. Anche “Gli uccelli di Bangkok” si era trasformato in un gioco segreto e privato, i volti si rincorrevano tra le pagine ad ogni rilettura: Lino Ventura (prima che morisse), Jean Gabin se non fosse morto e fosse ancora maledettamente più giovane, Carlo Cecchi, vestito appena un po’ meglio che in Morte di un matematico napoletano, oppure, nei sogni più perversi, una sintesi tra il William Hurt di Brivido caldo e l’Elliott Gould del Lungo addio.
Tutte queste facce si sovrapponevano sulla figura del protagonista di questo romanzo, uno strano detective iconoclasta e provocatore, che per abitudine gettava nel fuoco uno dei libri della sua biblioteca, Pepe Carvalho.[…]
Ma il film che in molti aspettavamo non arrivava.
A dire il vero qualche tentativo, goffo quando non indecente, era stato fatto, ma per la televisione. Ma nessuno dei volti che avevamo immaginato era riuscito ad impadronirsi di quel corpo massiccio, e forse anche appesantito dai piaceri della tavola che nel tempo avevamo imparato ad amare sotto la sua guida.
Insaccati asturiani, vini catalani, patés francesi e maiali madrileni.
I piatti, tra le pagine che descrivevano minuziosamente i processi della preparazione, li vedevamo, avvolti in un velo di acquolina, e speravamo di poterli un giorno riproporre, maldestramente certo, ma almeno avrebbero preso corpo. In fondo se qualcuno aveva girato un film intitolato Il pranzo di Babette, un trionfo gastronomico attorno ad una tavola imbarazzata (chi non ricorda le quaglie au sarcofage?), perché mai non fare un film dove la cucina e il gusto per il cibo, unito ad una sana vena polemica e speculativa, avrebbero avuto un ruolo centrale?
Ecco, intimamente spero che questo omaggio cinematografico, quasi un rimpianto o un auspicio, allo scrittore Manuel Vasquez Montalban, scomparso a Bangkok nella notte tra un venerdì e un sabato di ottobre, possa ripagare parte del piacere tratto dalla lettura dei suoi romanzi. […]
(Enrico Bianda)


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