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12/10/2003

Il lampredotto fa bene

di Antonio Sofi, alle 23:38

Due panini al lampredottoLa trasmissione va in onda su Radio Due, ogni domenica, dalle 10.00 alle 11.30, subito dopo di quella di Mario Luzzato Fegiz e subito prima di quella di Enrico Bertolino. Se fosse wrestling, sarebbe un attacco a tenaglia, di quelli che, Dan Peterson insegna, sono spesso letali.
E invece è radio, la trasmissione si chiama Ogni Maledetta Domenica (c’è anche un blog) e i due conduttori, Luca “Wittgenstein” Sofri e Michele “Emmebi” Boroni, si districano bene dal mortifero abbraccio e allestiscono ogni domenica una trasmissione vivace, interessante, che riesce spesso a strappare più di una risata.
Questa volta, dopo settimane di dominio di Luca Sofri, il premio della miglior battuta va a Michele Boroni, con Superpippo che, carogna, mangia la nocciolina che un povero disgraziato sta facendo rotolare da 12 giorni (lo so, non si capisce nulla, ma così imparate a non ascoltare il programma).
Una parte della puntata di questa mattina era dedicata al lampredotto. Bontà loro, i due conduttori hanno preso spunto, con belle e immeritate parole delle quali li ringrazio di cuore, dal post di Webgol su questa trippa scura e odorosa, vanto e delizia della cucina popolare fiorentina.
Alle pubbliche manifestazioni di indifferenza di Luca Sofri (da buon toscano della costa diffidente delle cose fiorentine), è seguita una esilarante intervista a Franco Cardini, esimio lampredottologo, per hobby professore ordinario di Storia Medievale dell’Università di Firenze.

Il professore ha fatto alcune interessanti considerazioni sul lampredotto, che vado di seguito ad elencare:

1) Il termine deriva da “lampreda”, un pesce pregiato del quale il lampredotto ne ricorda vagamente la carne profumata. Se la lampreda era cibo da ricchi, il lampredotto ne era il corrispettivo popolare. Una scelta onomastica che, come spesso in Toscana, rivela un desiderio di mimesi e insieme nasconde un retrogusto di sano sfottò.
2) Pare vi siano, e a piede libero, loschi figuri che preferiscono il lampredotto solamente sbollentato, poco cotto. Io mi unisco a Cardini nel condannare tale sacrilega preferenza, che di certo cela sordidi complotti o pericolosi integralismi. Il lampredotto va bollito, e a lungo. Tra l’altro è anche più sicuro.
3) Il lampredotto sarebbe troppo grasso, aumenterebbe il colesterolo, farebbe male al corpo.

Va bene, ma allo spirito poi chi ci pensa?
L’insalatina?


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