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08/10/2003

Il tuffo del lampredotto

di Antonio Sofi, alle 23:44


Il pentolone del lampredotto, foto di Franco BellacciCibo viscerale. Letteralmente.
Al contrario della trippa, non se ne segnala la presenza tra le 775 ricette dell’Artusi 2000, quello con i consigli del dietologo. Sarà di certo colpa sua. Maledetto lui e la sua genìa malvagia.
Il lampredotto è una trippa fiorentina, morbida come spugna sanguigna, odorosa come erba ruminata, frastagliata come scandinavo fiordo, che taluni prediligono spellata dallo stesso trippaio, che esegue con piccoli gesti precisi, nervosi, sottilmente sadici. Talvolta con un piccolo sovrapprezzo.
Sbucciata, la chiedono.
Come fosse una mela.
Il lampredotto, per gli amanti del dettaglio da mattatoio, è l’abomaso dei bovini macellati, la parte più bassa dello stomaco della mucca, quella che, grulla, frolla e rifrulla. Comprende una parte magra, chiamata gala, e una parte grassa, chiamata spannocchia, nomi inventati come le fànfole e saporiti uguale.
Bollito in abbondante acqua con pomodori, cipolle, sedani, prezzemolo e odori, il lampredotto viene servito nel panino semelle o in vaschetta, e preceduto da una educata escalation di condimenti proposti. Che va dall’ovvio sale (si, c’è anche chi declina, maledetti sbruffoni) al saggio pepe, dalla salsa verde (prezzemolo, capperi e acciughe, tra gli 11 ingredienti della ricetta storica) all’olio piccante, all’ultima rituale domanda del trippaio fiorentino. In qualche modo spaventevole, per chi non ne è aduso: bagnato?

La risposta giusta è si. E la parte superiore del panino si tuffa nel pentolone aromatico da cui il lampredotto straborda e fuoriesce bello e gocciolante come Esther Williams dalla piscina, e come sotto i riflettori di una luce di altri tempi.
Il lampredotto non è cibo per turisti: è cibo di strada.
Il cibo di strada è segno edibile di una cultura intera, della sua storica gastronomia, è emblema della cucina popolare, e ha senso solo se racconta della strada in cui viene consumato, se porta con se echi di ciò che fu, e delle bocche che lo mangiarono in passato.
Un lampredotto a Firenze ti ricorda il sommo poeta che di certo lo mangiò, un hot-dog in Texas forse solo Bush padre.
Una bella differenza.

(grazie a Franco Bellacci per la foto)


  • Lampredotto reloaded. Un fotoracconto dalle strade di Firenze
  • Il lampredotto fa bene
  • BarCamp a Torino, Creatività a Firenze (non si sa mai)
  • Il pasto è finito, andate in pace.

  • 9 Commenti al post “Il tuffo del lampredotto”

    1. S-Punti di vista
      giugno 1st, 2007 17:40
      1

      è una trippa fiorentina, morbida come spugna sanguigna, odorosa come erba ruminata, frastagliata come scandinavo fiordo, che taluni prediligono spellata dallo stesso trippaio, che esegue con piccoli gesti precisi, nervosi, sottilmente sadici.” Da webgol di Antonio Sofi. Stefano mi dice che capita spesso che clienti dal palato curioso, si avventurino senza avere la minima idea di cosa sia. Una signora chiede una porzione di lampredotto in vaschetta, da portare via.

    2. [•] - RSS/ATOM Feeds Aggregator
      novembre 30th, -0001 00:00
      2

      usa spezzettare lessa nel pane bagnato e ricoprire di salsa verde dalla segretissima ricetta. Così si mangia a Firenze. [IMG Lampredotto, foto di Valeria] Il lampredotto è un vecchio amico perché fu protagonista del post (forse) più commentato all’epoca in cui questo blog stava ancora alle prime armi, e su splinder (correva l’anno 2003). Ne riscrive e fotografa Valeria di S-punti di vista, blog locale fiorentino.

    3. reginadelsole
      giugno 3rd, 2004 19:57
      3

      Maremma zucchettina troppo sociologico sto articolo, non rende il trasudare della carne infima sul palato..qui la lingua biforcuta è d’obbligo ..Mi scusi, ma Fiorentinità oblige

    4. antonio
      marzo 13th, 2005 22:49
      4

      sul vecchio blog ci stanno i commenti e tutto :) http://webgol.splinder.com/1065648379#718909

    5. antonio
      marzo 13th, 2005 22:50
      5

      sul vecchio blog ci stanno commenti e tutto :)
      http://webgol.splinder.com/1065648379#718909

    6. svaroschi
      dicembre 1st, 2006 00:26
      6

      Anche se a distanza di anni, questo post merita un commento! ;-)

      La descrizione è poetica, a dire poco.

      Grazie di avermi fatto da cicerone nel magico mondo del lampredotto! :-)

    7. phibbi
      dicembre 1st, 2006 22:18
      7

      Concordo con svaroschi (tu guarda i memi…). Comunque il trippajo sotto l’ufficio mi ha raccontato la storia del lampredotto e, se quel che mi ha detto è vero, la sua data di nascita è moolto posteriore alla morte del sommo poeta.
      Certo, è molto più bello pensare a Dante – un tipo da lampredotto sbucciato, secondo me – che si fa mettere la salsa verde nel panino dal trippajo di a san lorenzo ;)

    8. Francesco
      dicembre 17th, 2006 09:09
      8

      Ehi! Il Lampredotto della foto é in pentola non nel tegame …sennò si capisce poco.

      Bono i’llampredotto.

    9. gra56
      settembre 3rd, 2007 18:41
      9

      Vaschetta da portare via?Na se così fosse non avrei ricordi.Arrivavo da Milano,nata tosca,e cercavo il carrettino del venditore di lampredotto.Di solito in San Lorenzo, non solo,ma solo qui.Me lo facevo preparare come dovuto,come raccontato.Arricchito di salsa verde mi faceva compagnia nelle mie solitarie “maratonetate”

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