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02/10/2003

Bud Spencer non è grasso, non odia nessuno, e ogni tanto sbuffa

di Antonio Sofi, alle 23:50

“Non voltarti, ma ce n’è uno che ti sta fissando”.
“E cos’ha da fissarmi?”
“Non lo so. Forse non gli sei simpatico”.
“(sbuffa)”.
Leonardo scrive un delizioso ritratto di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, un eroe forte e barbuto con un pugno che ridicolizza. Il mio primissimo eroe cinematografico. Non mi posso lamentare, o forse, solo cosi si spiega tutto. Con le parole di Leonardo, che meglio proprio non saprei.
C’è una scena, di un film abbastanza tardo (Banana Joe), che non riesco a dimenticare. Nella giungla brasiliana Bud ha davanti a sé un piccolo giapponese incazzato. Assiste senza fiatare a tutta la manfrina marziale: le mosse, le contromosse, gli urletti, ecc.. Quando non ne può più, lo abbatte con un pugno solo. In quel pugno c’era uno stile di vita: non importa quanto cattivi fossero i nostri nemici, e quanto tempo impiegassero ad assumere le loro pose, a variarle, a studiarci, a impaurirci. Dentro di me ho sempre pensato che alla fine sarebbe bastato un solo colpo, non cattivo, ben assestato, per sistemarli per sempre e non pensarci più. Il pugno di Bud Spencer.


  • La grande abbuffata
  • Titoli di coda
  • Filetto di maiale al brandy
  • Nun gliel’ha fatta

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