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28/09/2003

Ieri, notte bianca, Roma, silent party

di Antonio Sofi, alle 12:19

fellini e masina Il primo Silent Party in Italia: una festa dove non si ascolta musica. Non si beve alcool ma solo acqua naturale. L’importanza dell’evento meritava maggiore puntualità, e invece siamo arrivati tardi. La porta era chiusa. Ho bussato forte. Grida di dolore da dentro, forse non era il caso. Se fossimo riusciti ad entrare, però, era tutto programmato, e sapevamo nei minimi dettagli cosa fare. Avevamo alcune opzioni.
a) dopo dieci minuti di assorto silenzio, alzarsi ed esclamare ad alta voce: “beh, e ora che si fa?“;
b) dopo una mezz’ora di serena fruizione silenziosa e acqua gassata, declamare un “io mi sarei anche rotto, e voi?“, ruttando come Tomas Milian;
c) andare in giro a chiedere a bassa voce a tutti “scusa hai d’accendere?“;
d) prendere il white master a fragorosi schiaffoni;
e) leggere le riviste per comprendere meglio il silenzio, quindi chiedere: “qualcuno mi passa l’ultimo numero di Novella 2000?“;
f) riflettere 5 minuti sulla propria collocazione geo-emotiva, quindi andare al bar e chiedere una birra;
g) provare le suonerie polifoniche sul cellulare e chiedere il parere dei compagni di sofà;
h) a metà dell’evento, salire su un tavolo e gridare “non ci credo che nessuno qui si sta rompendo le palle“.

Purtroppo, però, non ci hanno fatto entrare, appunto e la mostra fotografica sulla Roma di Fellini al Vittoriano ci è sembrata un’orrenda caciara.

Comunicato stampa, evento, Notte Bianca: Silent Party – Musica del Silenzio
Il primo Silent Party in Italia: una festa dove non si ascolta musica. Non si beve alcool ma solo acqua naturale. E’ vietatissimo parlare pena l’uscita dalla festa. Da mezzanotte all’una c’è la fase preparatoria al silenzio vero e proprio con i suoni naturali e le indicazioni del “White Master”, il regista del silenzio che dirigerà il party. […]Al piano di sopra continueranno lievissimi suoni naturali (acqua che scorre, vento, pioggia…) e si potrà stare in piedi. Al piano di sotto silenzio assoluto di suoni e pochissima luce…per terra divani, cuscini, tappeti per far silenzio sdraiati. Disseminate nel party riviste e libri di tutti i tipi (per comprendere meglio il silenzio) e video muti e film che proiettano il caos dell’etere. Ma anche le opere d’arte esposte nella galleria che ottengono così una fruizione silenziosa. Il tutto per creare un paradosso sensoriale che deriva da una aspettativa delusa (il silenzio in una situazione che solitamente richiede la parola) e che può portare ad una concentrazione rara sugli sguardi, sulle posture del corpo, sui suoni dei movimenti lenti delle persone, sul pensiero di sè, sulla propria collocazione geo/emotiva, sull’acustica retratta della propria phonè che viene interiormente ascoltata. […] Mondrian Suite – spazio d’Arti via degli Zingari, 49.

(per leggere il testo completo: qui oppure il programma .doc della Notte Bianca, pag 38)

[update] C’è chi è entrato:
Piumebruciate: Tanta gente va via mormorando “che cazzata”, mentre noi stoicamente restiamo ad ascoltare il silenzio rotto ad un certo punto dalla sigla di Forza Italia: è il cellulare di un tizio che dopo aver fatto suonare tutto l’inno esclama “scusate, è il cavaliere!” e va a rispondere fuori… >>
Terradimezzo: Anche se il Silent Party è stata una delusione assoluta (cosa che ho dovuto ammettere dopo una prima fase di negazione, con grande avvilimento), ho comunque avuto l’esperienza che volevo, ho comunque avuto il mio segno, ho avuto il silenzio che volevo, non quello artificialmente creato in modo goffo e pacchiano, ma un silenzio di stupore, di rassegnazione, e di attesa, un silenzio incredibilmente reale >>

Difficile dire meglio la differenza tra due differenti silenzi, e difficile che possano prodursi occorrenze tanto eclatanti. Ed eclatante è la differenza, appunto, tra il silenzio artefatto, costruito, enfatico del silent party, e quello reale, denso, penetrante del black out.


  • Titoli di coda
  • Simposio e fanga dajista
  • I (discutibili) vantaggi di andare avanti e indietro
  • Scacco matto

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