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09/09/2003

Sale cinematografiche

di Antonio Sofi, alle 12:02

A margine di un post sui tic partecipativi o meno dei cinespetattori, due bei ricordi sulle sale cinematografiche, com’erano, un po’ di tempo fa.
Maria scrive di incitamenti ad entrare (buttadentro ante-litteram?) e “vari tempi” senza chiasso: “…vorrei descrivere una sala cinematografica di un paesino della Calabria di 50 anni fa quando io piccolina con i miei genitori andavo quasi ogni settimana a vedere un film. Era una sala bellina su due piani con un dislivello di due scalini, in basso i bambini e sopra gli adulti, durante la proiezione non c’era chiasso, mi ricordo un silenzio assoluto. La cosa che ricordo è che non c’era un orario preciso: si incominciava quando la sala era quasi piena e anzi noi bimbi andavamo fuori per incitare la gente a camminare più veloce e non fermarsi a parlare. Un’altra cosa che ricordo è che spesso se ne andava la corrente elettrica ed era difficile che tornasse per cui ce ne andavamo per poi tornare un altro giorno e la stessa cosa succedeva quando, molto spesso, si spezzava la pellicola e per aggiustarla ci voleva molto tempo, quindi a volte si vedeva a vari tempi, non avevamo fretta, si doveva passare la serata.[…]”

Antonella Fulci, invece, di titoli fraintesi e caciare giapponesi: “Credo che fosse il 1979 o giù di lì. Andai al cinema Quirinale (prima visione con obbligo di puzza sotto il naso) a vedere ‘Ecco l’impero dei sensi’ di Oshima (regista che in altri casi adoro) in compagnia del moroso di turno. Il film, in lingua originale (Jap) iniziava già a provocarmi la palpebra pesante quando dietro di me presero posto 4 coatti che, probabilmente fuorviati dal titolo, credevano che fosse un porno. E cominciò lo spettacolo vero delle babbione impupate che trasalivano e dei 4 che dopo un paio di ‘aridatece i sordi’ capitolarono e iniziarono a godersi il film a suon di commenti. Tanto che metà del secondo tempo, mentre in sala echeggiava ‘A giapponé, attacca le mutanne ar chiodo!!!!!!’, la sala si svuotò di babbione e similcritici. Noi residuati ci guardammo l’un l’altro e iniziammo una gara di battute e rutto libero, e la noia di poco prima si trasformò in una zingarata memorabile. Caciara creativa…su rieducational channel…
Grazie mille ad entrambe.


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