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06/09/2003

Silenzio, siamo al cinema

di Antonio Sofi, alle 11:58

Mi raccontano che c’erano una volta le vecchie sale. In parte parrocchiali ma anche no. Quelle in cui si poteva far di tutto: commentare ad alta voce, mangiare, fischiare durante le scene un po’ spinte, urlare incitamenti ai protagonisti, sghignazzare ad improbabili dialoghi, suggerire svolte filmiche. La nuvola di fumo, una nuvolaglia densa come smog, come nebbia, pare non mancasse mai, e rumori vari, di dubbia provenienza, e sedie di legno, scomode e scricchiolanti. Un caos. Mi raccontano che andare al cinema fosse un divertimento non solo per lo spettacolo sullo schermo ma anche per quello che accadeva nella sala. Credo che molti dei film del padre di questa blogger fossero visti così. Un caos così diverso dalle sale di oggi, dove vigono chiesastico silenzio, riverente attenzione, e lussuose poltroncine di velluto.
Silenzio o caos, quindi? C’è chi (come Gaia) pretende il primo, e chi, come chi mi ha raccontato, rimpiange il secondo.
Ho una proposta: e se qualche furbo gestore di multisala pensasse ad una sala apposita dove sia possibile commentare ad alta voce, fumare, urlare incitamenti, fare la ola? D’altronde anche nei ristoranti c’è la sala riservata ai fumatori: sarebbe una sala riservata ai commentatori (e se non una sala, un giorno della settimana, l’ultima proiezione, insomma qualcosa).


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